Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Pronto il nuovo parco smart nel cuore di Barriera tra led, opere d'arte e colori fluo

Con i suoi 27mila metri quadrati di prato, 420 alberi, un centinaio di corpi luminosi a led, giochi e attrezzi per grandi e piccini l'area è pronta ad accogliere le idee e le esigenze dei suoi fruitori

Verrà inaugurato ufficialmente domenica 31 maggio il Parco di Spina 4, la nuova area verde di circa 43mila metri quadrati compresa tra il passante ferroviario, via Cigna e via Valprato, nel perimetro che un tempo ospitava la Fiat Iveco Telai. Ora, quella che prima era una zona degradata e lasciata alla mercè di tutti, si è trasformata in un vero e proprio cuore verde, sintesi di innovazione, ambiente e qualità della vita.

Una sfida iniziata quasi 20 anni fa nella quale Torino ha messo in campo una continuità economica, politica e tecnica veramente unica nel suo genere perché solo con un’azione incessante si poteva passare da fabbrica - come questa zona era - a parco. Una trasformazione resa possibile dalla determinazione e dall’impegno di un gruppo di lavoro interdivisionale – agronomi, architetti, ingegneri, e persino antropologi – coordinato nella fase paesaggistica dal settore Grandi Opere del Verde del Comune, che precedentemente aveva già partecipato a tutte le fasi dei lavori di questi anni: la demolizione dei vecchi edifici, la bonifica, la progettazione partecipata e, in ultimo, il concorso d’arte.

Con i suoi 27mila metri quadrati di prato, 420 alberi, un centinaio di corpi luminosi a led, giochi e attrezzi per grandi e piccini, percorsi ciclabili e una “cattedrale” rimasta indenne per ospitare grandi eventi di aggregazione e sociali, l’area è pronta ad accogliere le idee e le esigenze dei suoi fruitori. Terminato il cantiere prosegue ancora il processo di progettazione partecipata con Urban Barriera, il programma di sviluppo urbano partito nel 2011 e finalizzato a innescare un processo di miglioramento complessivo dell'area del quartiere. Da qualche mese è stato avviato un tavolo di lavoro nato per incontrarsi, discutere e costruire una ricco cartellone di attività e occasioni mirate alla cura e alla gestione del parco.

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Una novità è rappresentata anche dalle modalità di progettazione dell’area giochi del parco frutto di un articolato percorso partecipato con i bambini della scuola elementare Pestalozzi che, davanti all’enorme distesa “lunare” della bonifica dovuta agli imponenti scavi, hanno immaginato un’invasione pacifica di extraterrestri ecologisti, che tornano sulla Terra a insegnare ai bambini ad averne cura. Dalle loro suggestioni raccolte dai progettisti, è nato il cratere, uno spazio di oltre 1000 mq delimitato da una caratteristica collinetta rivestita in gomma colorata che ospita al suo interno numerose attrezzature per il gioco suddivise per fasce d’età.

Ad arricchire il Parco contribuiscono dieci opere d’arte – 5 sono già state posizionate - ispirate alla storia operaia dell’area. Memoria di un luogo che per più di un secolo è stata un’area industriale, delle persone e delle storie che lo hanno attraversato, le opere sono state realizzate da giovani artisti che hanno partecipato a un concorso nazionale di idee aperto a studenti degli Istituti di Alta Cultura (Accademie di Belle Arti italiane) e delle Facoltà di Architettura indetto della Città, in collaborazione con il Politecnico e con l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino.

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