Cronaca Barriera di Milano / Via Ruggero Leoncavallo, 27

Continua la rinascita dell'ex Ceat, nonostante le contestazioni

Un "cortile di tutti" è stato inaugurato stamattina in presenza di Piero Fassino e di alcuni assessori, nell'ampio spazio abbandonato dietro le ex strutture Ceat. Una mattinata di manifestazioni rabbiose e immaginazione al lavoro

 

Stamattina erano apparse le prime scritte contestatorie contro il sindaco Piero Fassino, nel giardino inaugurato oggi negli spazi della ex Ceat, in Via Leoncavallo. Prontamente ricoperte prima dell'arrivo di autorità e abitanti del quartiere, sono riemerse sotto forma di contestatori in carne ed ossa, che si sono presentati con striscione e megafono durante il discorso dell'assessore al verde pubblico Lavolta. 
 
Hanno coperto di “vergogna!” anche il saluto del sindaco, ricevendo la risposta di Ilda Curti, assessore all'urbanistica, che ha sottolineato come “sono gli abitanti che fanno la storia di questo posto. Mettere a posto un quartiere ammaccato significa far vivere meglio tutti”. E infatti gli abitanti, adulti e bambini, hanno reagito, contrastando verbalmente i manifestanti, poi arginati pacificamente dalle forze dell'ordine. Più silenziosi, alcuni genitori hanno semplicemente esposto uno striscione con la scritta: “Fassino grazie per il giardino. I genitori disoccupati senza reddito”.
 
Il lato positivo della giornata, lasciate da parte le contestazioni, è l'inaugurazione di uno spazio pubblico aperto e colorato, voluto dal Comune e pensato con i cittadini, attraverso il progetto Urban barriera, che si occupa di far rinascere Barriera di Milano grazie ad interventi come il giardino di Via Leoncavallo. Nell'ampia area fra le case dell'isolato sono stati costruiti giochi per bambini, un tavolo da ping pong e un canestro da basket, subito utilizzati dai piccoli presenti all'inaugurazione.
 
Fassino ha ricordato che non si tratta di un intervento isolato, ma di parte di una strategia: “Avevo detto durante la campagna elettorale che durante la mia legislatura il centro delle trasformazioni urbane sarà il nord: l'Alfa Romeo, la Variante 200, i lavori in Via Cigna e la linea 2, che porterà la metro anche in questa parte della città”.
 
Sarà molto importante il ruolo delle associazioni e dei presidi del territorio, per restituire un'utilità collettiva ad uno spazio finora abbandonato. Se ne occuperanno il tavolo Ceat e una cordata di soggetti, vincitori di un bando, che comprendono Guppo Abele, Centrocampo, Labor, circolo Banfo, Centro Donna, Cooperativa Bologna e l'associazione italo cinese Zi Sing. Capofila l'associazione per l'educazione alla cittadinanza e alla legalità Acmos, la cui sede è proprio davanti ai giardini, in una comunità ricavata negli spazi abbandonati della Ceat, attiva dal 2002.
 
Diego Montemagno, responsabile di Acmos e coordinatore del tavolo Ceat, dà un'idea del futuro del luogo: “Organizzeremo un evento al mese per tutto l'anno, da agosto ad agosto. La prima iniziativa, il mese scorso, è stata “Il giardino ti parla”. Abbiamo fatto animazione d'ambiente, chiedendo agli abitanti del quartiere cosa vorrebbero fare di quest'area. E' un modo di coltivare la corresponsabilità, in uno spazio recuperato che diventa occasione culturale”. La cultura sarà proprio il fulcro dell'animazione del giardino, in parte convogliando nel nuovo “epicentro” del quartiere attività già esistenti – come il cinema all'aperto – e in parte inventando nuovi modi di stare insieme.
 
Essendo la scuola un ambito d'azione privilegiato dell'associazione, l'iniziativa di settembre sarà “Finiamo i compiti insieme”, con bambini e ragazzi, accompagnati al rientro a scuola dal personale della biblioteca “Primo Levi” e dagli animatori di Acmos. Poi, il 14, il mercatino senza moneta di inizio scuola, dove si potranno barattare oggetti utili al rientro, ma anche fare attività sportive con l'associazione Labor, con giochi e musica. 
 
L'immaginazione degli abitanti del quartiere è ancora in pieno fermento: le suggestioni comprendono cene in strada fra vicini di casa, attività per i bambini, sport, manualità. “C'è un forte bisogno di condivisione – conclude Montemagno – le persone hanno chiesto regole condivise, da applicare per gestire nel modo migliore i conflitti, e cose più pratiche, come un'area cani, o semplicemente più ombra. Chiunque voglia partecipare è invitato a farlo. Come se questo posto fosse il cortile di tutti”.
 

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