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Il killer di Caselle viveva "come un barbone", a tradirlo una telefonata

Nel lungo interrogatorio dei Carabinieri Giorgio Palmieri ha confessato tutto. "Dallo scorso 1 gennaio sono andato via di casa e vivo come un barbone. Il taglierino l'ho gettato in un cassonetto a Caselle"

Un uomo disperato, senza soldi, e che viveva "come un barbone" dal primo gennaio quando aveva deciso di andarsene di casa. Questo è l'identikit di Giorgio Palmieri, l'uomo che si è macchiato le mani con il sangue dei coniugi Claudio e Maria Angela Allione, di 66 e di 65 anni, e della madre di lei, Emilia Dall'Orto, di 93 anni.

"Lavoro saltuariamente per una ditta di Torino - ha dichiarato nell'interrogatorio messo a verbale -. Il responsabile mi chiama quando c'è bisogno di andare a installare le pompe di calore, mi paga 70 euro lordi al giorno, guadagno circa 4-500 euro al mese. Poi arrotondo raccogliendo cartone o ferro". Ha deciso così di sparire dall'abitazione in cui abitava con la ex badante della famiglia Allione, Dorotea De Pippo, e con la figlia. Nei giorni seguenti ha dormito alla stazione di Porta Nuova.

L'indagine ha subito una svolta quando l'uomo ha fatto una telefonata alla figlia da casa di un amico. "L'amico non sapeva niente - ha confessato ai Carabinieri -. Ho chiamato mia figlia per tranquillizzarla, ma ho fatto una stronzata. Me ne sono reso conto subito".

Durante le ore di interrogatorio Giorgio Palmieri ha detto tutta la sua verità. Ha raccontato di aver rubato 100 euro dal borsello di una delle vittime "per fare la spesa", ha ancora spiegato che ha portato via tazzina e zuccheriera "allo scopo di eliminare altre eventuali tracce". Infine ha scagionato la compagna ammettendo che non sapeva nulla neanche della sua visita alla famiglia Allione. "Dal primo gennaio ho incrociato la mia convivente a casa, a Casellem soltanto domenica 5 perché sono andato a fare la doccia e a cambiarmi".

L'arma del delitto? Il tagliacarte che gli investigatori non hanno mai trovato è stato gettato in un cassonetto della spazzatura subito dopo il triplice omicidio. "L'ho gettato in un cassonetto vicino la palazzina nuova nei pressi di casa mia, a Caselle. Quei cassonetti vengono svuotati tutte le mattine".

Intanto continuano le indagini tra Torino e Caselle. Al momento, otre a Giorgio Palmieri, non ci sono altri indagati: lo hanno riferito i Carabinieri che in queste ore stanno valutando i racconti di altre persone. I pm Fabio Scevola e Roberto Sparagna, che hanno coordinato l'inchiesta, stanno per presentare l'istanza di convalida del fermo.

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