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Immagine di repertorio

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Iban o mittente che cambiano, ancora truffe online: arrestati 3 hacker

Stavano prelevando denaro da un ufficio postale torinese

Gli attacchi informatici, che mirano a sottrarre denaro a cittadini e imprese, proseguono senza sosta e le denunce pervenute alla Polizia di Stato fanno registrare aumenti preoccupanti.

Abili hacker, dopo aver studiato e profilato le vittime si insinuano nelle comunicazioni, soprattutto quelle commerciali, usurpando l’altrui identità per ingannare gli ignari interlocutori circa la falsa necessità di dover disporre pagamenti, spesso molto ingenti, verso IBAN differenti da quelli già noti, dirottando così i pagamenti verso conti correnti accesi ad hoc, sia in Italia che all’estero. Pagamenti i quali, una volta disposti, finiscono sui conti correnti di esperti criminali.

4 identificati a Torino, 3 arrestati

È in questo contesto che la Polizia di Stato, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Torino, nei giorni scorsi ha individuato 4 nigeriani, 3 dei quali successivamente posti in stato di fermo ed associati presso la locale Casa circondariale, responsabili di riciclaggio internazionale dei proventi illeciti provenienti dalle attività criminali informatiche. La Sezione investigativa financial cybercrime della Polizia Postale di Torino ha colto sul fatto i 4 hacker, in momenti separati, mentre si apprestavano ad effettuare operazioni di prelievo presso gli sportelli di uno stesso ufficio postale del torinese. Gli accertamenti svolti, hanno poi confermato che tali operazioni di prelievo erano effettivamente finalizzate ad incassare il denaro proveniente da numerosi attacchi informatici che avevano in precedenza colpito diverse ed ignare società commerciali all’estero.

La tempestività e rapidità dell’intervento da parte dei cyber-agenti, non soltanto ha permesso inizialmente di risalire all’origine, sebbene estera, della frode, ma anche di ricostruire compiutamente il quadro probatorio a carico dei quattro malfattori, assicurati alla giustizia; ha altresì consentito di sequestrare denaro contante ancora in giacenza ed individuare ulteriori conti correnti circa i quali sono in corso ulteriori accertamenti. Il fermo è stato convalidato dal GIP con applicazione della misura cautelare della custodia in carcere per tutti e tre personaggi.

I consigli della Polizia

Qualora vengano richieste modifiche ai consolidati metodi di pagamento (cambio IBAN o contatti), la Polizia di Stato, consiglia quindi:
 
•    Mantenere canali di comunicazione alternativi a quello telematico; chiedere e ottenere conferme dalla controparte (magari ricorrendo a una semplice telefonata), per verificare preventivamente se l’Iban ricevuto sia genuino, o se l’indirizzo mail dal quale è pervenuta la comunicazione appartenga effettivamente al sedicente titolare dell’azienda;

•    Diffidare dalla prospettazione di una pretesa urgenza dell’affare che richiederebbe l’invio immediato del denaro.
 

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