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Museo Egizio, da maggio arrivano le guide in lingua araba

Sono donne di origini egiziane, marocchine, tunisine che a partire dalla primavera, accompagneranno gli utenti in lingua araba, ma non solo, alla scoperta delle origini della cultura nord africana

Continua l'apertura verso il mondo arabo del Museo Egizio. Dopo la campagna, che ha suscitato anche qualche polemica, "Fortunato chi parla arabo", lanciata il 19 dicembre - due biglietti al prezzo di uno per chi è di cultura islamica - ora il Museo sta formando un gruppo di undici aspiranti guide in lingua araba che debutteranno nel mese di maggio. Un progetto, studiato dall’associazione Mondi in Città, volto sempre di più ad integrare quella parte di pubblico di origini arabe che ormai a Torino ha un certo peso.

Da una mappatura del territorio risultano infatti 33.545 persone di lingua araba, regolarmente residenti nella provincia di Torino (di cui 4.700 egiziani) e 24.114 nel solo capoluogo piemontese. E per alcune di queste donne che verranno impiegate all'Egizio, l'impegno potrebbe diventare anche a lunga scadenza. Tutte seguono al momento un corso finanziato dalla Compagnia di San Paolo, partito a novembre: tra loro marocchine, tunisine e egiziane, di età compresa tra i 24 e i 45 anni, che in primavera si aggireranno nelle sale del Museo di via Accademia delle Scienze accompagnando gli utenti in lingua araba, ma non solo visto che tutte parlano bene l'italiano, alla scoperta delle origini della cultura egiziana.

Approfondiranno aspetti che riguardano in particolare la quotidianità delle popolazioni del Nord Africa, la cura del corpo, l'uso delle spezie, la varietà degli ornamenti e mille altre curiosità. Le future guide sono quasi tutte mamme e le ore che in questi mesi dedicano allo studio di tutti i segreti del Museo Egizio, si concentrano in orari che permettono loro di conciliare l'impegno con la famiglia. Il prossimo obiettivo dell'associazione Mondi in Città è quello di estendere il progetto agli altri musei cittadini: dal Mao ai Musei Reali.

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