Grom vende, da ora il gelato artigianale è della multinazionale Unilever

La multiazionale ha acquisito la totalità delle quote di Grom. L'obiettivo è quello di portare il gelato artigianale in tutto il mondo, anche nei Paesi più lontani. Delusi i torinesi: "Non ce lo aspettavamo"

Grom, la famosa catena di gelato "artigianale" made in Torino, è stata acquisita dalla multinazionale anglo-olandese Unilever la quale è entrata in possesso della totalità delle sue azioni. La notizia arriva a pochi mesi dalla causa portata avanti dalla Codacons in merito alla dicitura "gelato artigianale": secondo il coordinamento per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori l'azienda che paventa di utilizzare solo ingredienti di primissima qualità e spesso forniti da presidi slow food, di artigianale avrebbe ben poco. Miscele preparate in un unico stabilimento, congelate e poi scongelate e mantecate altrove, nei punti vendita.

Ma con le metodologie di produzione del gelato Grom, la vendita alla multinazionale anglo-olandese centra ben poco. Anzi, i fondatori promettono di "continuare a utilizzare i migliori ingredienti provenienti dalla nostra azienda agricola biologica Mura Mura e quelli realizzati da tutti i fornitori con cui collaboriamo". La produzione sarà mantenuta a Torino e i gestori, assicura Unilever, continueranno a essere Federico Grom e Guido Martinetti. Dietro all'acquisizione ci sarebbe la volontà di portare il gelato di qualità nel mondo, in paesi lontani, e di realizzare un sogno nato 12 anni fa, quando sotto la Mole fu aperto il primo negozietto che ha dato poi il via all'apertura di numerosi altri punti vendita in Italia e nel mondo e che ha, di fatto, creato il fenomeno diffuso del "gelato artigianale". Dopo Grom, infatti, aprire gelaterie artigianali è diventata quasi una moda.

Insomma, Grom ha scelto le economie di scala, anche se - assicurano fondatori e presidente di Unilever - i consumatori continueranno ad apprezzare gli stessi gusti e lo stesso sapore del gelato che amano da sempre. La multinazionale, peraltro, in Italia ha radici profonde: basti pensare che tra i 400 brand di cui è proprietaria ci sono Knorr, Algida, Magnum, Lipton, Mentadent, Svelto e Coccolino. E' presente in 190 Paesi in tutto il mondo con 172mila dipendenti e un fatturato di oltre 48,4 miliardi di euro nel 2014.

Manco a dirlo i torinesi sono rimasti a bocca aperta e hanno inondato la pagina Facebook di Grom di commenti negativi: molti sono delusi, non si aspettavano che Federico e Guido "vendessero un patrimonio e un'idea di cui essere orgogliosi per quattro soldi". L'idea che il gelato made in Torino sia stato acquisito da una multinazionale non piace per niente: "Una volta rinnegavate il franchising - dice Antonello - la prossima estate, invece, si rischia di trovare la crema Grom al supermercato in vaschetta".

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