Grom non è "artigianale", Codacons vince la causa: la verità sul gelato più famoso al mondo

Il gelato di Grom non è fresco. Le miscele preparate dall'azineda e distribuite in tutti i negozi vengono pastorizzate e congelate in un unico centro produttivo a Mappano di Caselle. I negozi, con la miscela ricevuta, procedono allo scongelamento e alla mantecazione

Tegola per la famosa gelateria di stampo torinese Grom che dovrà rinunciare alla dicitura "gelato artigianale". E sì, perchè a quanto pare, l'azienda che paventa di utilizzare solo ingredienti di primissima qualità e spesso forniti da presidi slow food, di artigianale avrebbe ben poco. Scacco matto della Codacons che ha presentato sulla questione una diffida e voluto dei chiarimenti. Chiarimenti che, a conti fatti, gli hanno fatto vincere la causa: Grom dovrà togliere la dicitura "artigianale" dalla propria pubblicità.

Secondo quanto riferito da Codacons, infatti, le miscele preparate da Grom e distribuite in tutti i negozi vengono pastorizzate e congelate in un unico centro produttivo a Mappano di Caselle. I negozi, con la miscela ricevuta, procedono allo scongelamento e alla mantecazione, per la realizzazione del prodotto poi venduto ai consumatori. E questo avviene anche nelle grandi metropoli internazionali dove il marchio torinese si è diffuso con estrema velocità, come New York, Parigi, Tokyo e Malibù. La procedura di Grom è quindi assai diversa da quella che gli artigiani gelatai seguono da secoli.

Il Codacons, tuttavia, insiste con Gom affinché venga tolta anche la dicitura “gelato come una volta”, in quanto il gelato inteso come una volta si basava su procedimenti di natura artigianale e quindi lavorazione sul fresco, che un'opera di congelazione della miscela non può avere. Inoltre, nel proprio progetto “Grom loves world”, pubblicizzato tramite vari canali e in tutti i punti vendita, l'azienda elenca una serie di lodevoli attività che effettua a tutela dell’ambiente, omettendo però di informare i consumatori sull’inquinamento prodotto attraverso l'uso di mezzi con motore a scoppio per il trasporto delle materie prime e soprattutto delle miscele. 

C'è da dire, però, che il mondo del gelato artigianale è in balia di un vuoto normativo. Sì, perchè, la materia spesso si trova a dover fronteggiare ipotesi, cavilli e pretesti, presi un po' da una parte e un po' dall'altra a fronte di quella che è la vera definizione di "artigianale", concetto sempre più labile e ampio, soggetto a varie interpretazioni.

Per ora vince la Codacons, ma la situazione - in mancanza di un provvedimento univoco - è ben lungi dal trovare una soluzione che riporti la pace e non danneggi chi si impegna a produrre gelato senza il ricorso a sostanze chimiche.

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