Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Aurora / Via Cuneo

I vecchi stabilimenti industriali di via Cuneo occupati da ladri e spacciatori

Le finestre sono state coperte con delle coperte per impedire ai passanti di vedere cosa succede all'interno. Ma i residenti, che conosco bene la situazione, non smettono di denunciare

Ladri, spacciatori o persone che hanno solo bisogno di un tetto per dormire. Si può trovare di tutto e di più dentro il grande hotel della disperazione di via Cuneo. E basta guardare tra quelle coperte affisse su enormi finestroni, messe per impedire ai passanti di curiosare all’interno, per “ammirare” quel che resta di vecchie fabbriche buttate giù in fretta e furia nella primavera di due anni fa.

In piedi ci sono solo le pareti portanti più qualche stanza, occupata da tempo dai clochard. Tra un vetro rotto e l’altro si possono scorgere diverse persone che dormono per terra sopra materassi sgualciti e impolverati. E bastano due foto per capire come la riqualificazione, dalle parti di via Cuneo e di via Carmagnola, sia semplicemente un miraggio. Niente aree verdi, negozi o grattacieli come da progetto. Soltanto il via vai di chi non ha più un posto dove andare a dormire se non lo scheletro delle ex officine Grandi Motori.

Ma in quell’area che tocca anche corso Vigevano e corso Vercelli i segreti sono tanti. Sia sul lato di via Damiano dove tra le macerie compare qua e là qualche riparo di fortuna, sia sul lato di via Cuneo dove le operazioni previste per le demolizioni e le bonifiche degli storici locali interni si sono fermate lasciando spazio a profughi e clandestini.

Ma chi entra nelle ex Ogm, oggi, non lo fa solo per cercare un posto dove passare la notte. Con il tempo anche i predoni del rame e della ghisa hanno messo gli occhi sull’ex palazzone. Per entrare basta scavalcare mentre per cercare un po’ di oro rosso serve solo molta pazienza. Oltre agli attrezzi del mestiere. “Ogni tanto vediamo della gente che butta tutto all’aria – ci racconta una residente -. Si muovono di giorno e senza paura, come se a loro fosse tutto consentito”.

Qualcuno, però, entra anche per nascondere la droga. “Quelle facce le abbiamo già viste in giro. Spacciano e portano le dosi  rimanenti in quel vecchio stabilimento” rincara un altro cittadino. Ma quando riprenderanno i lavori? Nessuno sembra avere la risposta. Stando al cronoprogramma il cantiere dovrebbe chiudere i battenti nel 2017. Ma oggi la strada da fare sembra ancora molto lunga.

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