Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Venaria Reale

Il sogno del Gran Ballo: per trenta ragazze, la magia del debutto in società

Alla Reggia di Venaria Reale, trenta ragazze hanno fatto il loro debutto accompagnate dai cadetti dell'Accademia Navale di Livorno. Per tutte, è stato un sogno divenuto realtà

Di cosa si compone un sogno? Difficile dirlo. Più facile è raccontarlo, tornare con la mente a quella sera quando, al centro della Galleria di Diana della Venaria, si era protagoniste di un sogno romantico, antico quanto antica è la società d’Europa: la magia del Gran Ballo delle Debuttanti, anche quest’anno, è stata tutta nel delicato confine tra il sogno e la realtà. In una cornice da fiaba, dominata dal bianco colore degli stucchi e dal bianco degli abiti Pignatelli, le trenta ragazze che hanno debuttato in società hanno potuto vivere realmente in un un racconto d’altri tempi. Accompagnate dai loro cadetti dell’Accademia Navale di Livorno, le ragazze hanno varcato la soglia della Galleria frutto del genio di Amedeo di Castellamonte non senza un po’ di timore. Come entrereste, voi, in un’atmosfera d’altri tempi, da protagoniste per una serata intera del più esclusivo tra i gran balli?

Per Francesca, che viene da Novara, l’apertura del grande portone, sulle note del Kaiser Walzer di Johann Strauss, è stato un momento senza precedenti: “Non ero mai stata alla Reggia – racconta – l’emozione, quando si è aperta la porta per la Galleria Grande, è stata forte. Un po’ per l’attesa, un po’ per l’ambiente, un po’ perché indossavamo tutte degli splendidi abiti”. Abiti firmati da Pignatelli, acconciature “griffate” da Franco Curletto: il meglio che si possa immaginare, per debuttare in società.

Da quando le ragazze, accompagnate dai cadetti, hanno iniziato la promenade nella Galleria, il sogno è ufficialmente iniziato. Un sogno che anche il Presidente della Repubblica ha voluto riconoscere, concedendo una medaglia d’argento a Vienna Sul Lago, giunta quest’anno alla XIX edizione.

gran ballo venaria (5)Per prepararsi adeguatamente, le ragazze, con i cadetti, sono state impegnate in una settimana di prove continue, a Novara: “Le prove sono durate dalla mattina alla sera – ricordano Hilary e Beatice – ma ne è valsa la pena: se sei di Torino, la Reggia di Venaria è il meglio che c’è”. Ma c’è anche chi è venuto da fuori Piemonte, addirittura da fuori Italia: Martina è di origine greca, ha già visto Torino, e per lei è stata “un’emozione indescrivibile partecipare a questa serata”. Martina racconta che non tutte sapevano ballare, ma che la preparazione è stata molto buona.

Ma come si sono iscritte le ragazze al Gran Ballo? Alcune sono venute a saperlo tramite Facebook, altre già sapevano dell’evento. “Per me è stato diverso – spiega Clarissa – perché mi hanno iscritta e per me è stata un po’ una sorpresa”. Poi però ci sono state le selezioni, giustificate anche dalla scheda di motivazione che ognuna ha mandato all’organizzazione, e l’emozione di essere tra le trenta scelte è stata per tutte molto forte.

La gioia e l’orgoglio di vedere la propria figlia danzare nei saloni della Venaria si legge anche negli occhi di Valeria, di origine ucraina: “Mia figlia ha sempre desiderato partecipare – racconta – e adesso la mia felicità è grande, per vederla così bella in questa serata così particolare”.

Per tutte, però, è stata un’esperienza unica, anche di amicizia. “Non ci conoscevamo, anche se alcune di noi sono di Torino, ma siamo diventate amiche in questa settimana di prove – spiegano Hilary, Clarissa, e Beatrice, poco prima della cena di gala – Questa è forse una delle cose più belle del Gran Ballo”. Perché i sogni sono effimeri, si sa: di loro, resta solo il ricordo (anche se bellissimo); ma l’amicizia, quella invece può durare molto di più.  

Gran Ballo delle Debuttanti 2013

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