Cronaca

La Giunta comunale fa marcia indietro: "In vendita solo il 49% di Gtt"

Le voci che si sono susseguite per diverse settimane, che avrebbero voluto una vendita dell'80% di quote Gtt ai privati, sono state smentite dalla Giunta comunale. Oggi Fassino ne parlerà con i capigruppo di maggioranza

Il Comune di Torino fa marcia indietro per quanto riguarda la vendita delle quote Gtt. Lo sciopero dei mezzi pubblici di lunedì e le contestazioni di diversi consiglieri comunali hanno convinto l'amministrazione a prendere posizione su un argomento tanto delicato quanto attuale.

La Giunta di Fassino ha svolto un vertice sulla questione. Ne è uscito fuori un comunicato in cui si spiega che l'amministrazione comunale intende attenersi alle deliberazioni assunte dal Consiglio Comunale nel mese di giugno, che prevedono la dismissione del ramo parcheggi e del 49% del TPL, la valorizzazione di alcuni asset immobiliari “non strategici” e lo scorporo a favore della Città degli altri asset strategici, come la fibra ottica.

Una decisione che oggi verrà comunicata ufficialmente dal sindaco Piero Fassino ai capigruppo di maggioranza. La discussione che ne seguirà non dovrebbe provocare una modifica della percentuale di vendita di quote.

Nei giorni scorsi Sel aveva proposto un referendum per chiedere ai torinesi cosa ne pensino della vendita di Gtt. "Non c'è alcun bisogno di nuovi referendum - hanno risposto i consiglieri Bertola e Appendino del Movimento 5 Stelle -: gli italiani hanno già votato nel 2011 per dire che nessun servizio pubblico strategico va ceduto a privati. Sel spieghi piuttosto come mai ha votato per due anni a favore della privatizzazione di Gtt e ora fa i capricci".

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