Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Giudice allontana interprete per il capo coperto, chiesto parere al Csm

Il Consiglio Superiore della Magistratura dovrà dare un parere sulla vicenda accaduta qualche settimana fa. Il giudice ha applicati una norma di codice civile in un processo penale

Il Consiglio Superiore della Magistratura si occuperà di un caso che qualche settimana fa è successo in un'aula di Tribunale a Torino. Un giudice ha allontanato un'interprete perché indossava un copricapo tipico delle donne di religione islamica perché in aula non si può rimanere a capo scoperto. Il presidente del tribunale subalpino, Luciano Panzani, ha chiesto al Csm come devono comportarsi i giudici in casi del genere.


Lo stesso giudice che aveva allontanato l'interprete ha fatto la relazione a Panzani per spiegare l'accaduto. I vecchi codici stabilivano che le udienze, in Tribunale, venissero seguite "in silenzio e a capo scoperto". Il Codice di procedura penale del 1989, oggi in vigore, non prevede esplicitamente questa disposizione, ma quello civile sì: "Chi interviene o assiste all'udienza - si legge - non può portare armi o bastoni e deve stare a capo scoperto e in silenzio". "Sarebbe strano - spiega Panzani - che quel che vale nel tribunale civile non può valere nel tribunale penale. Ecco perché abbiamo sottoposto il quesito al Csm". Il presidente, comunque, precisa che, in assenza di precise linee guida, "ogni magistrato decide autonomamente come si deve condurre un'udienza". "La mia opinione - conclude Panzani - è che si possa partecipare all'udienza anche a capo coperto, purché ci siano giustificati motivi. A una suora nessuno ha mai chiesto di togliersi il velo". (Ansa)

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