Morto per un'iniezione di sedativo: infermiere accusato di omicidio volontario

L'Asl lo ha spostato

I carabinieri davanti all'ospedale di Carmagnola (immagine di repertorio)

Un infermiere dell'ospedale di Carmagnola, Marco Capra, è accusato di omicidio volontario per la morte, avvenuta il 27 ottobre 2015, di Giovanbattista Tuninetti, pensionato 86enne carmagnolese morto dopo un mese di ricovero in ospedale a causa di un'iniezione di un sedativo, il Midazolam.

A sostenere la tesi dell'assassinio, nell'udienza preliminare iniziata oggi, martedì 12 dicembre 2017, è il pm Laura Deodato, secondo cui quell'iniezione non avrebbe mai dovuto essere fatta. Non vi era stata, inoltre, alcuna prescrizione del medico. La decisione sarebbe stata soltanto dell'infermiere. Il magistrato ha inoltre contestato all'imputato le aggravanti dei futili motivi e dell'uso di sostanze velenose.

L'anziano, che era del tutto autosufficiente, si era presentato all'ospedale un mese prima del decesso con sintomi influenzali e capogiri. Il decesso, ha stabilito l'autopsia, è avvenuto invece per insufficienza respiratoria. I suoi familiari, rappresentati dall'avvocato Marco Calosso, chiedono giustizia.

Nell'udienza odierna il gup Giorgio Morando ha disposto, su richiesta dei legali della difesa Alberto Cochis e Alessandra Piano, un perizia per stabilire le cause del decesso sulla base della documentazione raccolta nel corso delle indagini, che sono state eseguite dai carabinieri della compagnia di Moncalieri.

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"Circa un mese dopo il decesso del paziente - spiegano invece dall'Asl To5, di cui l'ospedale di Carmagnola fa parte - è giunta a questa Asl una segnalazione di una presunta somministrazione di un farmaco non prescritto dai medici nel giorno precedente il decesso, di cui non risulta alcuna evidenza nella documentazione clinica in possesso dell’ospedale. L'azienda ha quindi immediatamente trasmesso alla procura di Asti (qui si svolge il processo per competenza territoriale, ndr) tale segnalazione per l’accertamento dei fatti e ha collaborato con la stessa nello svolgimento delle indagini. Contestualmente, ha trasferito l’infermiere coinvolto a una mansione che non comportasse assistenza diretta a pazienti né accesso a terapie e ha avviato nei suoi confronti un procedimento disciplinare. Attende, inoltre, l'esito del procedimento giudiziario per adottare eventuali nuovi provvedimenti".

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