Cronaca

Scompenso cardiaco, a Torino 1500 nuovi casi ogni anno

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Dal 9 all'11 maggio a Torino si celebrano le giornate europee dello scompenso cardiaco, una sindrome invalidante che fa registrare nella nostra Città, 1500 nuovi casi ogni anno.

La sindrome si manifesta con mancanza di fiato, rapido aumento di peso dovuto all’accumulo di liquidi in tutto il corpo, battito cardiaco accelerato e talvolta irregolare. Dei pazienti colpiti, il 7% non sopravvive al primo episodio, il 35% muore nell’arco di un anno, il 70% entro 5 anni. Lo scompenso cardiaco è più letale di molte patologie tumorali; considerando una finestra temporale di 5 anni, ha un tasso di mortalità doppio rispetto a quella dovuta al tumore al seno (35%) ed è superiore a quella causata dal tumore all’intestino (65%).

Ad allarmare maggiormente, i dati relativi alla prognosi dei pazienti, sempre più drammatica: “Lo scompenso cardiaco rappresenta una vera e propria epidemia nei paesi occidentali.” – spiega Davide Castagno, ricercatore presso la Divisione di Cardiologia Universitaria diretta dal Prof. Fiorenzo Gaita della Città della Salute e della Scienza di Torino - “I progressi della cardiologia moderna, in particolare quelli nel trattamento dell’infarto miocardico acuto, hanno infatti contribuito al progressivo aumento dei casi di scompenso cardiaco che rappresenta lo stadio terminale della maggior parte delle cardiopatie. Ad allarmare sono anche i dati relativi alla prognosi dei pazienti colpiti da scompenso cardiaco: nella realtà torinese la mortalità  a 30 giorni è del 10%, mentre a un anno dalla dimissione raggiunge quasi il 30%".

Accanto alle terapie farmacologiche, un ruolo fondamentale nella lotta allo scompenso cardiaco è giocato dalla prevenzione. “Uno stile di vita sano che preveda attività fisica e dieta equilibrata a basso contenuto di sodio sono cruciali, soprattutto in quei soggetti che vengono considerati a rischio.”- conclude Castagno – “E’ sicuramente utile aiutare i pazienti a riconoscere e distinguere i principali sintomi e i segni premonitori dello scompenso cardiaco acuto  e sensibilizzarli in modo da evitare le condizioni di rischio che sottendono questa sindrome”. 

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