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immagine di repertorio

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Dipendenti infedeli rubano nelle gioiellerie e rivendono ai compro-oro: cinque condannati

Confiscati denaro e lingotti

Rubavano oro e pietre preziose nei negozi in cui lavoravano e le portavano a un compro-oro di Torino. Per questa vicenda, che era sfociata in quattro arresti nel giugno 2014, il tribunale di Torino presieduto dal giudice Rossella La Gatta ha condannato cinque persone e ne ha assolta una sesta il 28 marzo 2018. I giudici hanno anche deciso la confisca di denaro e lingotti nelle disponibilità degli imputati per un valore di svariate decine di migliaia di euro.

Il gestore della catena di compro-oro Eldorado, un italiano di 65 anni, è stato condannato a tre anni e mezzo, mentre un dipendente infedele di un negozio, italiano di 31 anni, ha rimediato una condanna a un anno e nove mesi. Il terzo condannato è un italiano 61enne, gestore della catena Agenzia d'affari Subalpina, che dovrà scontare tre anni e dieci mesi con l'accusa di aver ricettato materiale rubato. Infine, sono state pronunciate condannte nei confronti di altre due persone, che dovranno scontare rispettivamente due anni uno, titolare di una catena di antiquariato, e quattro mesi e mezzo l'altra (quest'ultima titolare di un'altra catena di compro-oro, la Az).

Il gruppo era stato smascherato da alcune irregolarità riscontrate nei registri che i compro-oro sono obbligati a compilare per legge. Sui libretti erano state trovate imprecisioni e mancanze che non erano riconducibili a semplici disattenzioni.

Le indagini sono state svolte dalla sezione amministrativa della questura col coordinamento del pm Vito Destito.

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