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Baby slot e roulette in Piemonte, gioca quasi un teenager su due

Un documento presentato dal Consiglio regionale vede il Piemonte in testa alla classifica dei giovani dipendenti dal gioco d'azzardo

L'impegno della Regione Piemonte è quello di operare un maggiore monitoraggio del fenomeno. In particolare, verificando la diffusione delle macchine da gioco destinate a un pubblico minorile e le conseguenze sociali connesse ai potenziali giocatori.

Il dato allarmante, però, riguarda l'età degli stessi giocatori, sempre più bassa: stando alle cifre ufficiali fornite dalle asl regionali, nella fascia giovanile tra i 14 e i 19 anni, ben il 40 per cento ha dichiarato di aver provato a giocare almeno una volta, numeri che pongono il Piemonte in testa alla classifica dei giovani dipendenti dal gioco d'azzardo.

Presentato dall'ufficio di presidenza della Regione e sottoscritto da molti consiglieri, il documento evidenzia anche come il gioco d'azzardo in Italia sia arrivato a coinvolgere circa quindici milioni di giocatori abituali, tre milioni dei quali a rischio patologia e 800mila già dichiarati "patologici".

L'estremo pericolo di familiarità e assuefazione giovanile deriva proprio dal formato di molti giochi come le "baby slot o roulette" e le applicazioni per smartphone.

Durante il dibattito, i consiglieri Gian Luca Vignale di Forza Italia, Giorgio Bertola del Movimento Cinque Stelle e Marco Grimaldi di Sinistra Ecologia e Libertà, hanno sottolineato come sia poco efficace approvare atti di indirizzo.

Secondo loro, la Regione dovrebbe altresì ricorrere allo strumento legislativo, sicuramente più adeguato ad arginare questa preoccupante piaga.

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