Disavventura per due squadre di calcio torinesi: 26 giovanissimi giocatori finiscono in ospedale

Si è trattato di un virus

L'hotel Tyc di Torre Pedrera, dove è avvenuta l'intossicazione

Disavventura per due squadre di calcio giovanili della polisportiva Garino di Vinovo, impegnate in questi giorni al Trofeo Adriatico di Rimini. Ben 26 dei 38 ragazzini che componevano le rappresentative Under 14-B e Under 15 sono finiti in ospedale per una sospetta intossicazione alimentare.

La sera di giovedì 18 aprile 2019 i ragazzi, accompagnati da allenatori, dirigenti e genitori, sono arrivati all'Hotel Tyc di Torre Pedrera dove hanno consumato una cena a buffet. Dal giorno successivo sono iniziati i primi malesseri, che nel  corso della giornata si spono moltiplicati: nausea, vomito e problemi intestinali. La notte di sabato nell'albergo sono arrivate anche le ambulanze, che hanno fatto la spola con gli ospedali della zona, l'Asl e i carabinieri. Anche un adulto si è sentito male.

Alla fine i due tornei sono stati conclusi unendo le due squadre e facendo giocare i 12 calciatori che si sono salvati dall'intossicazione. Tra questi, ironia della sorte, non c'era alcun portiere di ruolo e si è dovuto adattare un giocatore di movimento. "Purtroppo - dice Gianni Matacchione, dirigente e allenatore della società torinese - non abbiamo avuto alcun tipo di supporto da parte dell'organizzazione del torneo. Sono state giornate molto difficili per tutti".

I ragazzi intossicati sono stati tutti dimessi nella giornata di oggi, domenica 21, quando si sono disputate le ultime gare, senza di loro.

La replica dell'albergo

"Ieri mattina (domenica, ndr) - dice la titolare dell'hotel Tyc - sono stati effettuati tutti i controlli necessari dagli organi competenti che hanno appurato la nostra estraneità ai fatti. Siccome questo non è bastato stamattina abbiamo rifatto tutte le verifiche. In questi due giorni l'hotel era al completo, erano presenti varie squadre di calcio, ma questi casi si sono verificati soltanto allì'interno di una di essere. Queste circostanze hanno suggerito agli incaricati dell'Asl di prendere in considerazione luoghi e circostanze diversi. Siamo dispiaciuti per i ragazzi e dopo 48 ore no stop di lavoro e disponibilità ci auguriamo anche noi che sia fatta chiarezza sulla questione".

Si è trattato di un virus di matrice incerta

L'Ausl di Rimini ha eseguito campionature nell'hotel (cibi rimasti e ambienti) e su campioni biologici dei ragazzi. Da questi ultimi è emerso che si sia trattato di norovirus, un virus non grave ma che si trasmette abbastanza facilmente, non necessariamente tramite cibi ma anche attraverso l'aria e contatti fisici. Qualcuno dei ragazzi non stava benissimo già nel viaggio d'arrivo, mentre per i riscontri sui campioni di cibo ci vorrà invece ancora qualche giorno. Come detto dalla titolare dell'albergo, non si è evidenziato alcun rapporto di causalità tra gli alimenti e il virus.

In via del tutto precauzionale l'Ausl ha dato alcune prescrizioni all'hotel: buttare via il cibo rimasto e porre la massima attenzione alla sanificazione delle cucine e delle camere da letto.

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