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Liceo Gioberti, il boicottaggio Invalsi finisce con un voto in meno in pagella

I 18 studenti che per protesta non risposero alle domande dei test del mese di maggio avranno un voto in meno. Hanno rischiato tutti il 7 in condotta e la bocciatura

Avranno un voto meno in condotta gli allievi del liceo Gioberti che a maggio boicottarono il test Invalsi. Questa è la decisione del consiglio di classe e l'ufficialità è arrivata in via Sant'Ottavio proprio stamattina, dopo che le operazioni di scrutinio sono tirate per le lunghe a causa dello sciopero contro la "buona scuola" di Renzi.  

E poteva anche andare peggio agli allievi che il mese scorso hanno deciso di non rispondere alle domande del test Invalsi ma di spiegare sul foglio le ragioni del loro dissenso. Sono note infatti le polemiche della settimana scorsa quando Enzo Pappalettera, preside del Liceo dove notoriamente hanno studiato alcuni degli intellettuali più conosciuti di Torino, aveva minacciato e proposto al consiglio dei docenti il 7 in condotta per i 18 studenti della V Ginnasio, con conseguente bocciatura.

La decisione presa dai professori, quella di abbassare semplicemente di un voto quello atteso dagli allievi in pagella, è quella che espone meno al rischio di ricorsi al Tar e non è direttamente riconducibile al boicottaggio. Ma il collettivo Last - Laboratorio Studentesco non ci sta e ha già annunciato un presidio sotto il Gioberti, giovedì prossimo a partire dalle ore 16: per manifestare solidarietà agli studenti puniti.


 


  

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