Via Malta: il lento degrado del giardino, dal chiasso allo spaccio

Negli anni Novanta il giardino di via Malta sarebbe dovuto essere riqualificato. Invece oggi è in balia del degrado, con sporcizia, chiasso e droga che rovina un angolo di verde di Torino

Un'immagine del giardino di via Malta

A dispetto dell’alto tasso di inquinamento, uno dei principali vanti di Torino è il verde dei numerosi parchi e giardini. Ma proprio perché tanti, è difficile riuscire a curarli tutti nella giusta misura, tanto che alcuni giardinetti destinati all’uso pubblico sembrano abbandonati da anni. Nella triste classifica di quelli più brutti e degradati, primeggia da sempre quello di via Malta a ridosso della parrocchia cattolica San Francesco di Sales, nel popolarissimo quartiere San Paolo (a pochi metri da piazza Robilant).

In origine presentava un improbabile campo da basket in terra battuta ed alcune giostrine per bimbi, nel corso degli ultimi vent’anni ha subito una serie di modifiche che, nonostante le buone intenzioni dell’amministrazione comunale, l’hanno reso il giardinetto più inospitale della città. In realtà, il progetto di riqualificazione attuato a metà degli anni Novanta è stato stravolto dalla necessità di porre rimedio al “malcostume” delle “bande” adolescenziali che hanno fatto delle panchine di via Malta il loro punto di ritrovo. Chiasso diurno e soprattutto notturno, consumo di droghe, spaccio, bottiglie di birra abbandonate per terra o sulle panchine, tornei di calcio anche alle prime ore del mattino hanno fatto odiare e maledire il giardino alle centinaia di residenti della zona. Si è cercato di ovviare dividendo il giardino in due “settori”, una per bambini e le proprie famiglie, l’altra per i ragazzi più grandi, inserendo inizialmente un’odiosa cancellata verde, poi rimossa. Per limitare gli accesi e rumorosi scontri calcistici, invece, si sono posti al centro dei bruttissimi vasi di pietra impossibili da spostare per le loro dimensioni, ma che non c’entrano davvero nulla con il resto dell’arredo. Le cancellate perimetrali, poi, continuano a far venire alla mente le recinzioni di un carcere.

In più, la parete della chiesa che dà sul giardinetto è stata trasformata in uno spazio per graffitari e continua ad essere identificata come “pisciatoio”, oltre che ad essere presa di mira dalle pallonate dei ragazzini che generano un costante e fastidioso rimbombo. Naturalmente, le bombolette spray sono utilizzate per pasticciare anche il resto del giardino e le panchine hanno esaurito lo spazio per ospitare ulteriori “incisioni”. Come se non bastasse, nel 2008 il giardino è stato teatro di un brutale assassinio compiuto nella notte.

Un vero peccato dato che, per la presenza di scuole e l’alta densità della popolazione residente, il giardino di via Malta continua ad essere uno dei più frequentati nel quartiere, soprattutto da mamme con prole al seguito, e meriterebbe di essere riproposto in altra “veste”.

 

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