Cronaca Barriera di Milano / Corso Giulio Cesare

Corso Giulio Cesare: tutti pazzi per l'incontro "Giardini in festa"

Pomeriggio d'incontro ai giardini all'angolo con via Spontini: i malati mentali dell'Associazione Arcobaleno festeggiano come ogni mese il loro lavoro sul territorio

In cura nei servizi di sanità mentale, si prendono cura del quartiere. È la storia degli operatori dell’associazione Arcobaleno che, come ogni mese, hanno organizzato un venerdì d’incontro con i residenti di corso Giulio Cesare e dintorni, nel giardino all’angolo con via Spontini. Ad attirare i curiosi e le mamme con bambini sono stati il ricco buffet offerto dall’associazione e la presenza di un clown che ha animato il pomeriggio dei più piccoli.

“La nostra iniziativa - spiega Vincenzo, uno dei responsabili di Arcobaleno - vuole creare un ponte tra realtà diverse accomunate dall’emarginazione, in modo da permetterne l’accettazione e l’integrazione nella società. Operiamo principalmente con malati mentali, che lavorano direttamente con noi nei nostri progetti in Barriera come in tutta Torino, ma per noi è importante anche coinvolgere gli anziani di Barriera Amica e gli immigrati che vogliono unirsi alle iniziative dell’associazione. In questo modo speriamo di portare mondi tanto distanti alla reciproca conoscenza e comprensione”.
 
I giardini in festa sono una delle tante iniziative che l’associazione Arcobaleno intraprende sul territorio di Torino e corrispondono alla raccolta dei frutti di un lavoro capillare nelle zone ad alta disgregazione sociale e culturale. Alla quotidiana pulizia dell’area di corso Giulio Cesare e degli altri “Cantieri di comunicazione” della città, si affiancano i restanti tasselli del puzzle: le attività di gruppo dell’associazione,  come il complesso musicale “Bande Rumorose”, le attività lavorative, tra le quali spicca “Riciclabito”, un negozio di abiti usati, e l’accesso a risorse abitative per i soggetti disagiati. Come se non bastasse, l’associazione collabora nei quartieri di Mirafiori Sud e Parella con il progetto internazionale YEPP, acronimo inglese per “Programma di Collaborazione per lo Sviluppo Giovanile”.
 
 
“Siamo presenti su un vasto territorio con numerose iniziative - continua il signor Vincenzo - perché riteniamo sia importante la conoscenza dell’altro per permetterne la comprensione. Se riusciremo ad inserirci nella quotidianità della gente, i nostri collaboratori non saranno più emarginati ma saranno riconosciuti come un organo attivo della comunità, e per questo accettati. Il primo passo è la sensibilizzazione al problema che affrontiamo, a cui seguono l’incontro e il superamento dei pregiudizi”.
 
Nel giardino di corso Giulio Cesare, la cui nomea è quella di un luogo poco sicuro e non accogliente, l’integrazione promossa dal signor Vincenzo e dai suoi colleghi porta i primi frutti, attirando nella piccola area giochi ragazzini di ogni età ed un piccolo nugolo di genitori, tra i quali si notano i più svariati tratti somatici, oltre ai curiosi attirati dal movimento e dal profumo dei prodotti locali offerti dai lavoratori di Arcobaleno e dai volontari di Barriera Amica, sempre presenti nelle iniziative volte all’integrazione e alla tutela delle fasce più deboli.
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