Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Stop dei dehors a San Salvario: "Se chiudiamo noi, devono chiudere anche gli altri"

Il nuovo provvedimento comunale che limita l'orario di apertura dei dehors a San Salvario ha creato rabbia e disappunto. Abbiamo incontrato il gestore di uno di questi locali: "Questa è concorrenza sleale"

"La legge deve essere uguale per tutti". La pensa così Alex (il nome è di fantasia), titolare di un ristorante in via Belfiore, nel pieno centro del quartiere San Salvario, cuore della movida torinese.

Non ci sta lui, come i suoi colleghi, ai provvedimenti restrittivi varati dal Comune che impongono, per i locali di San Salvario, la chiusura anticipata dei dehors alle due di notte: "Se chiudiamo noi, allora devono chiudere anche i locali di piazza Vittorio e di Vanchiglia altrimenti si crea una situazione di concorrenza sleale".

Un provvedimento, quello della chiusura anticipata dei locali, che arriva dopo migliaia di polemiche e lamentele evidenziate soprattutto dai residenti, stanchi di sopportare schiamazzi fino all'alba. In realtà, come ci spiega Alex, il baccano arriva principalmente da Largo Saluzzo, punto di ritrovo per centinaia di giovani: "Se fuori dal mio locale sorprendo qualcuno ad urlare - ci racconta Alex - sono il primo ad intervenire, è nel mio interesse che non si verifichino certi episodi".

E pensare che fino a pochi anni fa, la zona era completamente in preda al degrado sociale, "al posto del mio ristorante c'era un kebabbaro, dall'altra parte della strada, un lanificio". Poi con le Olimpiadi del 2006, si è reso necessario operare una riqualificazione del quartiere, al fine di incuriosire e stimolare la frequentazione del luogo, da sempre afflitto da continui episodi di microcriminalità. In questo modo sono state concesse licenze, affinchè potessero essere aperti locali di interesse culturale e commerciale. "San Salvario è sbocciato - continua Alex - perchè, a conti fatti questo quartiere può dare molto di più di altre zone di Torino".

Ora, tuttavia, il Comune pone un freno e lo fa limitando l'orario di apertura di quei dehors che aveva inizialmente concesso per ridare un nuovo volto a questo quartiere: "Se devo chiudere il mio dehors un'ora prima - propone Alex - allora dovrebbe essere ridotto anche il costo della mia licenza".

La situazione è viva e viene sentita con particolare rabbia non soltanto da Alex, ma anche dagli altri gestori: "Qui ci sarebbe da fare una rivoluzione o aumentare i controlli". Controlli che, al momento, paiono non essere comunque riusciti a bloccare l'avanzare delle proteste mosse dai residenti, soggetti al fastidioso brusio notturno.

"A parer mio, queste nuove direttive sono volte unicamente a favorire altre zone - continua Alex -. Per il mio locale che vive anche di ristorazione ne potrebbe derivare una minima perdita, ma altri locali potrebbero avere gravi conseguenze in termini di guadagni".

La soluzione che pare più paritaria, sarebbe quella di aumentare i controlli perchè, come conclude Alex "se vuoi cambiare una situazione, c'è sempre il mdo di farlo, senza per forza danneggiare sempre i soliti".

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