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A Torino il Gelato Festival, attesa per il "gusto di papa Francesco"

Presentata all'Ascom la tre giorni che da domani occuperà la piazzetta Reale: per accedere al Gelato Festival sarà necessario munirsi di una Gelato Card. E il gelatiere Giorgio Zanata inventa il "gusto del papa"

Tre giorni dedicati al gelato e alla sua arte: è il Gelato Festival di Torino, seconda delle tre tappe nazionali (Firenze, Torino e Roma) che promettono di non deludere gli amanti del classico e italianissimo dolce. Italiano perché i suoi grandi inventori sono tutti nostrani: già gustato (in modo molto diverso dall’attuale) dagli antichi romani, il gelato moderno viene inventato nella Firenze medicea da Bernardo Buontalenti (1536-1608). A Torino, invece, il cuoco e pasticcere di Casa Savoia Giovanni Vialardi distinse per primo il gelato e il sorbetto.

La presentazione del Festival è avvenuta questa mattina presso la sede Ascom di via Massena. La presidente Maria Luisa Coppa ha sottolineato la qualità dei gelatieri che portano avanti la tradizione del gelato artigianale, e che non usano “polverine” o altri prodotti. Non a caso, Torino è ormai una delle capitali indiscusse del gelato.

Da domani, dunque, il Gelato Festival allieterà i torinesi nella sua aulica location di piazzetta Reale, nella quale sarà montato il “Buontalenti”, il primo laboratorio mobile di gelato. Per accedere alla manifestazione, è necessario munirsi di una “gelato card”, reperibile all’infopoint di piazza Castello, dal costo di 12 euro (10 euro per gli under 18) che permetterà cinque assaggi dagli stand, votando il proprio gusto preferito e che è ricaricabile, permettendo un nuovo ingresso.

Al Gelato Festival quindici gelatieri proporranno ai visitatori il meglio del gelato, partecipando ad un concorso. Ai concorrenti si aggiungono anche dodici gelatieri di Ascom/Epat, fuori gara, che proporranno in quattro postazioni diverse gusti piemontesissimi come il gianduja e la nocciola.

Ma l’occasione del Festival è servita per stimolare la creatività degli artisti gelatieri, come Giorgio Zanatta, astigiano, che ha inventato un gusto nuovo, “un po’ piemontese e un po’ argentino” e che è stato chiamato “gusto di papa Francesco”.

Ma l’aulica postazione sarà anche un modo per arricchire la propria cultura, visitando il palazzo Reale di Torino che metterà in mostra, per l’occasione, le gelatiere in porcellana di Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena, moglie di Vittorio Emanuele II: elementi preziosi, capaci di mantenere il freddo grazie ad un’intercapedine tra l’esterno e l’anima, che veniva riempita di ghiaccio.

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