Cronaca

Oltre 20.000 persone per le strade di Torino per il Gay Pride 2012

Oltre 20-25.000 persone, secondo organizzatori e polizia, hanno partecipato al Gay Pride di Torino, riempiendo il centro città di un'atmosfera festosa e colorata

Oltre 20-25.000 persone, secondo organizzatori e polizia, hanno partecipato al Gay Pride di Torino, riempiendo il centro città di un'atmosfera festosa e colorata nella quale consiglieri regionali e comunali di vari schieramenti hanno simbolicamente celebrato una trentina di matrimoni di coppie gay. La cerimonia collettiva delle nozze, con tanto di anelli, riso lanciato sugli sposi, testimoni e lettura di un testo che si rifà alla Costituzione come garante dei diritti, è avvenuta su un carro addobbato a festa organizzato da Qeever, un'associazione Lgbt torinese.

Gli organizzatori hanno invitato a partecipare e a officiare i matrimoni gay tutti i rappresentanti delle istituzioni, "ma purtroppo hanno aderito a questa bella e simbolica iniziativa in pochi - ha detto Andrea Stata, consigliere regionale di Insieme per Bresso - a dimostrazione che c'é ancora uno scollamento tra la sensibilità della società e le istituzioni. Stupisce l' assenza dei grillini - ha aggiunto Stara - se si pensa che loro si vantano di rappresentare il 'nuovo'". Tra i sei consiglieri regionali presenti sul carro dei gay, qeen e transgender, due appartengono al Pdl, Daniele Cantore e Fabrizio Comba che hanno sottolineato come "in Italia sia necessario regolarizzare le unioni civili".



Nella prima fila del corteo, c'erano anche Alessandro Cecchi Paone, Giovanni Minerba, fondatore del Festival Cinema Gay e primo a sposarsi sul carro del Qeever, e l'assessore comunale alle Pari Opportunità Maria Grazia Spinosa con la fascia tricolore a rappresentanza della Città. E anche il padre di Daniel Zamudio, il ragazzo cileno recentemente ucciso in Cile dalla furia omofoba. 'I Pride sono momenti importanti, che in Italia riescono sempre, quest'anno ce n'é praticamente uno la settimana in tutta la penisola - ha detto Cecchi Paone - Le nostre classi dirigenti cominciano a capire che non possono far fare all'Italia la figura schifosa di un Paese che non riconosce i diritti delle persone omosessuali".



Tra le coppie "all'altare", ce n'erano di già consolidate da tempo, ma anche coppie di giovanissimi come quelle di Chiara Micco, 24 anni ed Eleonora Bogogna, 21 anni, entrambe studentesse a Torino. Ad accompagnare Chiara c'era anche la mamma Letizia commossa e sorridente. "Sono qui - ha detto - perché questo è un momento felice per mia figlia e volevo starle vicina. E' una questione di libertà e di diritti". La manifestazione è giunta alla settima edizione a Torino, città culla delle rivendicazioni omosessuali nella quale nacquero il Fuori nel 1971 e il Festival Cinema Gay nel 1985. (Ansa)

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