Cronaca Campidoglio / Piazza Rivoli

Gattino incastrato nelle scale mobili della metro, il salvataggio impossibile a "Rivoli"

Una domenica lunghissima alla stazione della metropolitana Rivoli. Per liberare un gattino sono intervenuti i pompieri, i tecnici della Otis, la municiaple e diversi volontari. L'accusa è però lanciata a Gtt

Alle 2 di notte ci lasciamo con coloro che per ore hanno tentato di salvare un gattino finito per una drammatica fatalità sotto le scale mobili della stazione Rivoli della metropolitana. Innumerevoli gli sforzi per liberarlo, ma alle 3 di notte, a poche ore dalla riapertura della metro, non resta che rimettere i pannelli tolti e le parti di scala mobile staccati per riuscire in quella che si è rivelata essere un'impresa impossibile. Con gli occhi stanchi e il rimpianto per dover lasciare il piccolo animale incastrato tra i marchingegni, c'è il "liberi tutti" per vigili del fuoco, tecnici della Otis (l'azienda che fa manutenzione nelle scale mobili della metropolitana), addetti di Gtt e diversi "volontari" rimasti in piazza Rivoli per dare una mano. Tra questi c'è anche il consigliere comunale Maurizio Marrone.

Ma andiamo con ordine riportando la cronaca di una domenica che ha mostrato diversi limiti nella gestione di un problema irrisolto nonostante ore di lavoro ma che, forse, sarebbe potuto essere risolto e con molta meno fatica di quella fatta inutilmente. Alle ore 16.30 una signora segnala la presenza di un gattino sotto la scala mobile della metropolitana. Lo ha visto entrare da una fessura molto piccola e i miagolii comprovano quanto dice. Gli scalini automatici continuano a muoversi ma vengono prontamente bloccati onde evitare di schiacciare il piccolo animale. Parte la chiamata in centrale da parte dell'addetto di Gtt per chiedere cosa fare, ma un caso del genere è più unico che raro e il tutto viene rimandato ai superiori. L'unica soluzione sembra essere quella di mettere mano direttamente alla scala mobile, smontando i pezzi smontabili senza intaccare gli scalini automatici. Soluzione che però, a quanto ci raccontano, non piace al Direttore d'Esercizio, Piero La Scala.

(L'articolo continua dopo la galleria fotografica)

Inizia una fase di stallo, mentre le ore passano. Il sindacalista e dipendente Gtt Salvatore Russo, presente sul posto e rimasto ben oltre il suo orario di lavoro, chiama i vigili del fuoco per chiedere di intervenire. Ma qui scopre che i pompieri sono stati avvisati che il gattino era già stato tirato fuori. Cosa non vera e, ancora una volta, provata dai miagolii costanti. I vigili del fuoco, chiamati anche dal consigliere comunale Marrone, intervengono quindi sul posto poco prima delle pre 20. Con loro la Polizia municipale e - finalmente - i tecnici della Otis.

In attesa del permesso di mettere mano alla scala mobile si studiano le soluzioni per liberare il gattino. Autorizzazione che però tarda ancora ad arrivare. Il Direttore d'Esercizio La Scala, chiamato da Maurizio Marrone, non si trova a Torino e il suo vice non risponde al telefono. "Senza il nostro intervento le direttive erano quelle di lasciare il gatto lì sotto e di non intervenire", ci dice Marrone, a cui fa seguito il sindacalista Russo: "La disposizione data è stata di lasciare tutto così e se ne sarebbero occupati lunedì o martedì, ma una roba del genere non esiste".

I tentativi cominciano quasi alle ore 22 e vanno avanti fino alle 3 di notte. Tutto vano. Non serve a nulla smontare due pannelli laterali e le pedane superiori e inferiori. Per un momento, intorno all'una e mezza, il gattino spunta fuori, ma sguscia via velocemente spaventato dalle luci delle torce e dalle tante persone intorno a lui. Rimane incastrato vicino una catena dei marchingegni, un pompiere riesce ad afferrarlo, l'animale piange e morde più volte il pompiere che alla fine cede. Poi del gatto non ci sono più notizie, se non qualche labile miagolio.

"Potremmo presentare una querela o un esposto in Procura per questa vicenda", ci dicono alcuni presenti. "Si poteva risolvere già alle 16.30, invece con la notte è diventato tutto molto più complicato". Ed effettivamente tutti i presenti si sono accorti che la notte ha reso qualsiasi operazione più macchinosa, ma soprattutto l'animale è stato ben lontano dalle luci dirette.

Richiusa la scala mobile intorno alle 3 di notte, si è tornati sul posto questa mattina. La scala è rimasta ferma e c'è stato un nuovo intervento dei tecnici della Otis, questa volta con la presenza anche di un responsabile di Gtt. E' bastato poco e il gattino è stato liberato. La storia, che ha fortunatamente avuto un lieto fine, lascia un po' di amaro in bocca e fa tornare in mente le parole del sindacalista Russo, dette quando la mezzanotte era passata già da un pezzo: "Bastava intervenire subito con la luce del sole e si sarebbe risolto velocemente".

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