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Il gatto più longevo si trova a Bertolla. Bad compirà 23 anni ad agosto

Il persiano è già diventato l'icona del quartiere. A raccontarci la sua storia ci ha pensato Enrica, la padrona del docile felino

Quasi 23 anni e non sentirli. Affermazione fuori luogo nel caso di un essere umano, decisamente meno per un gatto. Un persiano per la precisione.

Il suo nome è Bad e il micio in questione abita con la padrona Enrica in strada San Mauro, quartiere Bertolla. Il gatto spegnerà 23 candeline il prossimo 23 agosto ma nel quartiere è già festa. Non sono tanti, infatti, gli amici a quattro zampe che possono vantare questo record. Ed Enrica lo sa molto bene. Ecco perché si tiene stretto il suo inseparabile compagno dal pelo folto.

Un gatto molto coccolone e casalingo, che non esce mai di casa se non per andare in montagna con la sua padrona. Ma lo potremmo definire anche viziato considerando che si nutre soltanto di crocchette per anziani oltre al petto di pollo e alla carne tritata che la sua padrona gli prepara con tanta cura. Ed è forse per i lauti pranzi che il gatto ha vissuto così tanto. Dal veterinario, infatti, ci va di rado.

“Non ci ha mai dato problemi e questa è sicuramente una fortuna – racconta la donna -. Di recente è stato visitato, normale per la sua età ma a quanto ci risulta sta benissimo, esclusi quei fastidiosi nodi che si formano di continuo a causa del pelo molto lungo”.

Ma la storia di Bad è fatta anche di alcune curiosità. Innanzitutto il gatto era stato comprato nel dicembre del 1990 da un negozio di animali di corso Giulio Cesare. Un esercizio che oggi non c’è più. Il micio, che all’epoca dei fatti aveva quattro mesi, era stato acquistato come regalo di Natale per la figlia di Enrica. E in effetti il gatto lo ha tenuto la bambina fino alla maggiore età. Poi il matrimonio e la scelta di lasciare il gattone con la mamma per fare in modo che non si sentisse troppo sola.

“Una volta sposata ho tenuto con me Bad – racconta Enrica -. Mia figlia era d’accordo, dopo la scomparsa di mio marito è diventato il mio compagno. Ogni tanto lo porto in montagna con me ma quando posso lo lascio qui tranquillo. E mi auguro di poter passare ancora tanti giorni insieme a lui”.

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