Cronaca

Strage di gatti in periferia, le "gattare": "E' colpa dei cani randagi"

Fin'ora non hanno mai attaccato l'uomo, a dispetto di quanto, invece, è accaduto nelle altre città. Secondo il censimento dell'Asl, sarebbero una ventina, anche se gli osservatori sostengono che ce ne siano più di una quarantina, suddivisi in più branchi

Sono circa una quarantina i gatti divorati nelle ultime settimane da un branco di cani randagi.

Nel mirino, le colonie feline che abitano le rive della Dora e della Stura. L'allarme arriva dalle gattare, coloro che ogni giorno si recano nelle colonie cittadine per dare da mangiare ai felini.

Undici gatti sbranati tra la Manifattura Tabacchi ed il Vivaio comunale, sette vicino al dopolavoro Gtt di via Alfredo D'Andrade, cinque dietro la cascina Fossata. Una vera e propria strage, causata dall'ulteriore inselvatichirsi dei cani randagi. Qualcuno ipotizza che si tratti di cani abbandonati dai campi rom, che costretti alla vita di strada, hanno aumentato incodizionatamente la loro aggressività.

Fin'ora non hanno mai attaccato l'uomo, a dispetto di quanto, invece, è accaduto nelle altre città. Secondo il censimento dell'Asl, sarebbero una ventina, anche se gli osservatori sostengono che ce ne siano più di una quarantina, suddivisi in più branchi.

Tanti i richiami al Comune, soprattutto da parte dei maggiori enti a difesa del gatto come Gattagorà e Lega italiana per la difesa del gatto, al momento ancora senza risposta.

Una delle ipotesi avanzate in Comune, aveva come oggetto la sterilizzazione dei cani e la loro sistemazione presso un campo recintato di via Germagnano. Ipotesi al momento ancora in cantiere, dato che i soldi per realizzare l'operazione non sono mai stati trovati.

Eppure alle associazioni animaliste non interessa che i cani vengano catturati e messi in canile, ma che in qualche modo la situazione sia affrontata prima che possa diventare pericolosa anche per le persone.

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