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Principi di Piemonte sotto sequestro ma l'attività resta regolare

Il sequestro preventivo disposto dal gip di Torino Silvia Salvatori ne ha congelato la proprietà, ma non ha avuto effetti sulla gestione. Il Principi di Piemonte continua a rimanere attivo e affollato: "Qui si continua a stare bene"

Il maxi sequestro sui beni della famiglia Ligresti ha toccato alcuni alberghi di lusso presenti in diverse città italiane. Tra questi c'è anche il "Principi di Piemonte", un cinque stelle sito nel cuore di Torino che negli anni ha ospitato politici, finanzieri, artisti e campioni dello sport. L'essere entrato nell'inchiesta "Fisher Lange" ha fatto temere il peggio per il futuro della struttura, ma rapidamente il timore è svanito.

"Qui si continua a star bene, tranquilli come sempre", dice un uomo di mezza età che sorseggia una tazza di tè nel dehor dell'albergo. Parole confermate da una delle receptionist che accoglie i clienti con il sorriso sulle labbra: "L'attività dell'albergo si sta svolgendo in modo regolare. L'inchiesta l'abbiamo sentita alla televisione, ma qui non è cambiato nulla".

Novantanove camere e suite disposte su dodici piani che danno su via Roma: questo è uno dei punti forti dell'hotel Principi di Piemonte. Ormai è uno dei simboli di Torino, una costruzione degli anni Trenta che oggi ha un valore di 38 milioni di euro.

Proprietaria della struttura è la Fonsai, per questo il gip ne ha disposto il sequestro, così come fatto per gli altri alberghi della catena Atahotels. Il sequestro preventivo ha "congelato" la proprietà ma non ha avuto effetti sulla gestione: gli alberghi hanno funzionato tutta la mattina e continuano a funzionare regolarmente.

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