Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Aurora / Lungo Dora Firenze

Preoccupazione in via Aosta: a rischio le sedi delle associazioni

L'asta per l'area Ponte Mosca è andata deserta. Ma a preoccupare oggi è anche il futuro delle associazioni di zona

Le sorti dell’area Ponte Mosca continuano a destare preoccupazione. Nessuna proposta di acquisizione è arrivata durante i novanta giorni di tempo dati dalla Provincia di Torino. L'apertura delle buste si è rivelata un fallimento e oggi oltre ai dubbi sul futuro degli edifici abbandonati presenti lungo Dora Firenze, via Aosta e corso Giulio Cesare è sorta una nuova grana. Quella legata al futuro di alcune palazzine di via Aosta, casa delle associazioni del quartiere Aurora. Associazioni che da sempre si occupano delle persone in difficoltà presenti su tutto il territorio circoscrizionale. Gli edifici in questione rientrano all'interno del bando che prevede la cessione dei 17mila metri quadri di terreno ad una cifra pari a 10 milioni e 500mila euro. Un problema da risolvere al più presto secondo il presidente della circoscrizione Sette Emanuele Durante.

“La nuova proroga non ha dato i risultati che speravamo – commenta il presidente Durante -. Speravamo di avere una risposta sul futuro dei locali dell'area Ponte Mosca ma così non è stato. E oggi, a novanta giorni di distanza, dobbiamo anche riflettere sul futuro delle associazioni di zona, a rischio a causa della riqualificazione prevista nel quartiere”. Acquisire l'area Ponte Mosca significa ottenere la possibilità di costruire un nuovo insediamento abitativo, aree da adibire a parcheggio, aree per lo sport, spazi per ulteriori servizi e per le fasce deboli del territorio da concordare con la circoscrizione Sette.

Nell'attesa che qualcuno si faccia avanti i locali dimenticati continuano a dare notizia per le occupazioni dei disperati e per la grana legata ai tetti d'amianto Gli innumerevoli tentativi delle forze dell'ordine di sigillare i vari ingressi non hanno ottenuto l'effetto sperato. Come sanno bene i senzatetto, sempre padroni di quei locali dove il degrado non vuole proprio togliere il disturbo. “Chiediamo alle persone che hanno la possibilità di investire di fare uno sforzo per il territorio” ha aggiunto Durante.

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