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Fusione tra Fiat e Chrysler meno vicina, negoziato in stallo

L'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne ha prospettato tempi più lunghi per la fusione con il colosso americano. E Sulla vettura che affiancherà il suv Maserati a Mirafiori L'Ad ha preferito non sbilanciarsi

La fusione tra Fiat e Chrysler è meno vicina. La quotazione del colosso americano a Wall Street difficilmente arriverà già quest'anno, ecco perchè i tempi della fusione rischiano inevitabilmente di allungarsi. A raccontarlo è Sergio Marchionne, riapparso in pubblico dopo il forfait al Salone di Francoforte, che ha spiegato come la trattativa con il fondo Veba sia ancora in fase di stallo. L'amministratore delegato della Fiat ha incontrato il sindaco di Torino Piero Fassino assieme al presidente della Fiat John Elkann. Obiettivo la firma di un protocollo d'intesa per il restauro del Faro della Vittoria, monumento simbolo della città, donato nel 1928 dal senatore Giovanni Agnelli.

"Abbiamo confermato il nostro impegno per la città” ha sottolineato Elkann. "Questa città - commenta Fassino - non ha mai accettato i profeti di sventura. Torino ha sempre creduto e crede nelle scelte del più grande attore economico e continuerà ad accompagnare queste scelte". Marchionne ha poi spiegato come il negoziato con Veba, il fondo pensioni del sindacato Usa che detiene la quota di minoranza di Chrysler, potrebbe sbloccarsi verso la fine dell'anno. "Tecnicamente - spiega Marchonne - l'Ipo è possibile entro fine anno, ma il mercato a dicembre non è nelle condizioni ideali. Quindi praticamente impossibile". E sulla vettura che affiancherà il suv Maserati a Mirafiori l'Ad ha preferito non sbilanciarsi: “i modelli Alfa ci sono e si vedranno al momento opportuno".

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