Cronaca Parella / Via Salbertrand

Intimidazioni all'associazione Nuovi Orizzonti: "Ci hanno riempito il furgone di pesce marcio"

L'associazione di via Salbertrand "Nuovi Orizzonti" denuncia una serie di intimidazioni portate a termine da ignoti. Dalle minacce su Facebook passando per il furto di un camion

Vere e proprie intimidazioni o forse soltanto scherzi di cattivo gusto. Dagli insulti al ritrovamento di pesce marcio. Di sicuro per l’associazione torinese “Nuovi Orizzonti”, da anni in lotta contro la violenza sulle donne, gli ultimi sono stati giorni assai turbolenti. Ignoti hanno cominciato mesi fa a prendere di mira i volontari, prima attraverso la rete e dunque i social network – a cominciare dalla pagina facebook del gruppo – e poi colpendo persino il furgoncino utilizzato per pubblicizzare eventi e appuntamenti.

Qualcuno è riuscito, infatti, a far sparire il mezzo parcheggiato regolarmente nei pressi della sezione di via Salbertrand, in zona Pozzostrada. I ladri hanno forzato la portiera di notte e senza troppe difficoltà riuscendo poi a scappare con il mezzo. E dopo la denuncia al comando dei carabinieri è stato un anonimo cittadino a segnalare il ritrovamento del furgoncino. Gli agenti della polizia municipale lo hanno riconsegnato all’associazione ma all’interno il presidente Davide Insinna non ha trovato i suoi volantini bensì scatole piene zeppe di pesce in cattivo stato di conservazione.

“Purtroppo è da tempo che siamo presi di mira – denuncia il presidente della “Nuovi Orizzonti” Insinna -. Non sappiamo come faremo a mandare via l’odore stagnante del pesce ma soprattutto temiamo che qualcuno abbia deciso di dichiararci guerra. Oggi con questo scherzo e domani chissà”. Come detto anche sui social network sono volate minacce e parole grosse da parte di persone contrarie al lavoro svolto in questi anni dall’associazione.

Non mancano nemmeno i blog che diffamino senza alcun problema l’operato di Insinna e dei suoi colleghi. “Ho avuto da ridire con più persone – racconta ancora Insinna -. Qualcuno mi ha attaccato dicendo che odio gli uomini e che sono favorevole alla castrazione ma queste sono fesserie. Accuse che non stanno né in cielo né in terra”. Alle forze dell’ordine il compito di risolvere il caso, magari partendo proprio da quelle accuse via internet.

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