Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Cenisia / Corso Vittorio Emanuele II, 227

La "banda del tombino" colpisce a Cenisia. Miletto (Lega): "Servono più controlli"

Dopo San Salvario e Regio Parco, continuano i furti dei tombini Smat in ghisa. In Circoscrizione Tre, il consigliere leghista Bernardo Miletto prepara un'interpellanza

Ladri della ghisa scatenati in tutta Torino. Dopo gli episodi di San Salvario, a dicembre, e, poche settimane fa, Regio Parco, i predoni della ghisa si stanno concentrando su Cenisia e Cit Turin. I primi tombini sono scomparsi in corso Vittorio Emanuele, tra piazza Rivoli e corso Racconigi, e si vanno a sommare alle ormai centinaia di tondini Smat che stanno ormai sparendo uno dopo l’altro in tutta Torino: nella sola san Salvario, l’area più colpita dalla razzia, alcune vie, il mese scorso, erano disseminate di cavalletti e di sostituzioni provvisorie effettuate da residenti e commercianti.

La “banda del tombino” colpisce probabilmente di notte, e in pochi minuti ha effettuato il colpo. Ma perché proprio i tondini Smat? La risposta potrebbe celarsi nella ghisa di cui sono composti, che può essere rivenduta sul mercato nero per essere poi fusa.

Intanto, in corso Vittorio rimangono soltanto dei pozzetti vuoti, segnalati con un provvidenziale cavalletto bianco e rosso. Qui, le segnalazioni riguardanti la sparizione dei tombini risalgono alla fine della scorsa settimana: adesso bisognerà attendere la sostituzione dei tondini mancanti, operazione che in alcuni casi, nelle altre aree interessate dal fenomeno, si era fatta attendere anche qualche settimana. Ma la storia non finisce qui. In attesa della sostituzione dei tombini sottratti, la vicenda dei furti si sposta in Circoscrizione Tre, dove diventa spunto per un’interpellanza della Lega Nord: “Presenterò al più presto un’interpellanza – commenta il consigliere capogruppo leghista, Bernardo Miletto – e chiederò di attuare un sistema di controllo e monitoraggio da parte degli organi competenti: il furto dei tombini, oltre ad essere un danno alla collettività, rappresenta anche un pericolo per chi cammina sul marciapiede, che può rischiare di inciamparsi o cadere, e per tutti gli utenti della strada, che possono danneggiare il loro veicolo nel caso incorrano in un pozzetto rimasto aperto”.

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