Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Barriera di Milano / Via Claudio Monteverdi

Nuovi furti in via Monteverdi, nel mirino il solito ufficio postale

I ladri di rame e ghisa sono tornati a far visita al vecchio palazzone abbandonato di via Monteverdi. E i residenti preparano una nuova denuncia

Sono passati diversi mesi ma via Monteverdi continua ad essere terra di nessuno. Dopo l’ultimo colpo i predoni della ghisa e del rame sono tornati a far visita al vecchio palazzone abbandonato, un tempo casa per gli uffici postali del Regio Parco. Ma oggi, a parte i pochi container montati in cortile, non si vede anima viva. Il continuo via vai di camion e furgoncini con il marchio giallo delle Poste è di fatto soltanto un ricordo sbiadito. Per entrare nella palazzina che taglia in due Scalo Vanchiglia e Regio Parco si può approfittare soltanto di un cancello sfondato presente sul retro ma bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi.

I tombini sono stati razziati, le tubature saccheggiate in toto. Persino il pavimento di alcuni locali è stato smontato. Tanto che bisogna guardare in alto e in basso per non rischiare di farsi male. Inoltre le stanze al piano rialzato sono ridotte a un cumulo di macerie e la situazione, visto l’andazzo e la mancanza totale di controlli, potrebbe ancora peggiorare. “Anche se – spiega un residente del quartiere – ci piacerebbe sapere cosa c’è ancora da rubare lì dentro. Tutto quello che conteneva rame e ghisa è sparito ed è pazzesco che la gente continui ad entrarci”.

Non solo. I muri abbattuti e le finestre sfondate fanno capire che qui non tira proprio aria di riqualificazione. Senza contare che di recente alcune bande si erano portate via anche quel poco di controsoffitto rimasto che non era stato smontato durante le intrusioni precedenti. A sparire nel nulla, va detto,  sono stati anche alcuni sacchi di juta delle Poste, quelli contenenti la corrispondenza. Al primo piano ora se ne trovano meno della metà. In compenso gli ascensori sono diventati un cimitero di guaine di rame.

“I nostri appelli sono caduti nel vuoto - accusa un altro cittadino -. Come minimo il Comune di Torino e le poste dovrebbero attivarsi per impedire nuove occupazioni o intrusioni notturne. Tuttavia temiamo non ci sia la volontà di risolvere la questione”.

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