Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Falchera / Strada Vicinale dell'Abbadia di Stura

Orrore a Falchera, i predoni del rame smontano un'intera fabbrica

I ladri di oro rosso hanno colpito ancora. Questa volta in un vecchio edificio alle porte della Sesta circoscrizione. A denunciare il problema sono i residenti

Murarla e ripulirla dai rifiuti è servito poco a nulla. Giusto a dare un contentino a chi vive nel quartiere Falchera. Ma di una vecchia fabbrica abbandonata in strada dell’Abbadia di Stura oggi, a quattro anni di distanza, si torna a parlare sia per l’abbandono sia per altri motivi. A cominciare dalla solita questione furti. Come tutti gli edifici abbandonati anche il colosso della Sesta circoscrizione è stato ridotto ad uno scheletro dai ladri di rame e di ghisa. Predoni instancabili che sono riusciti ad aprirsi un nuovo varco nel muro, sulle ceneri di quello che per anni ha dato asilo da numerosi disperati.

“Eravamo riusciti a farla chiudere anni fa, a seguito di alcune denunce – racconta un residente -. Dopo quel rogo appiccato accidentalmente nel 2007 ci eravamo stufati di convivere con quella mostruosità”. La fabbrica in questione, che poi a Torino è giusto una delle tante, è diventata prima una discarica e poi il serbatoio preferito per i predoni e per i delinquenti. Utilizzando l’unica strada che porta a Volpiano l’edificio compare pochi metri dopo aver superato la stazione Stura.

Fuori si trovano molti rifiuti ma è l’interno che può lasciare tutti a bocca spalancata. I capannoni sono stati smontati pezzo per pezzo, il soffitto quasi cade al suolo e persino i bagni sono stati smontati. A fianco c’è un altro edificio con un tetto in muratura ma anche di quello non rimane quasi più nulla. Le tegole sono state devastate dal passaggio dei ladri che hanno cercato di portar via anche rame, ghisa e ferro. Da perlustrare rimane solo più la vecchia casa del custode, in passato utilizzata come un appartamento.

Capirlo non è difficile. Le stanze sono sì impolverate e sporche ma dentro si possono ancora trovare tracce di divani e materassi che, forse, in tempi non sospetti erano state utilizzate dai disperati e dai vagabondi. “Un problema che la Città non affronta – commenta senza troppi giri di parole il capogruppo della Lega Nord della Sei Enrico Scagliotti -. Io penso che in questo momento andrebbe bene qualsiasi soluzione, anche un abbattimento. Ma lasciare quel monumento al degrado in piedi potrebbe portare solo altre noie”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Orrore a Falchera, i predoni del rame smontano un'intera fabbrica

TorinoToday è in caricamento