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Escalation di furti sacrileghi: trafugate nelle chiese ostie e pissidi

Dopo Natale sono stati registrati cinque furti nelle chiese e negli istituti religiosi di Torino e prima cintura. Ad essere rubati sono stati calici e ostie, e in un caso un intero tabernacolo

Rubate ostie, calici e un intero tabernacolo. La preoccupazione dell’arcivescovo Nosiglia: “Questa concentrazione in poco tempo ci fa temere”

È una vera escalation di furti sacrileghi: dopo Natale, cinque chiese parrocchiali e istituti religiosi sono stati “visitati” dai ladri. E ladri molto particolari, non interessati ai soldi ma al Santissimo custodito nel tabernacolo, o al calice. I furti sono avvenuti da via San Secondo a Rebaudengo, da Grugliasco a Collegno. Alla chiesa della Madonna di Pompei di via San Secondo, poi, è stato sradicato dal muro l’intero tabernacolo.

Una concentrazione di furti che fa temere l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia. Nosiglia rivela i suoi timori: forse qualcuno si è accanito sulle chiese, credendo che le pissidi siano d’oro o argento; ed è un errore. Il risvolto più grave, però, è quando i ladri hanno portato via anche le ostie: si tratta di un sacrilegio grave: quando ciò accade è opportuno fare una Messa di “riparazione”, perché l’eucarestia è il tesoro più prezioso.

E l’uso sacrilego delle ostie? Non si esclude nessuna pista, tanto più che la Procura sta anche indagando sulla possibile sparizione di ossa dai cimiteri, in seguito al ritrovamento, davanti al Monumentale, lo scorso ottobre, di una scatola contenente alcune ossa che – si ipotizza – potrebbero essere state utilizzate anche per delle messe nere.

L’invito di Nosiglia è quello di collaborare: gli stessi fedeli devono considerare la chiesa come la loro casa e sorvegliarla.

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