Cronaca

Furti nelle chiese, Nosiglia: "Riti strani da non escludere"

Cinque chiese svaligiate in poco più di un mese. Nel bottino calici ed ostie consacrate. Nosiglia: "Le funzioni strane non sono da escludere"

Salgono a cinque i furti verificatisi nelle chiese della Diocesi di Torino dopo Natale; oggetto del bottino: pissidi, calici, ostie e persino un tabernacolo, completamente sradicato dal muro a cui era infisso con dei tasselli. Il tutto è avvenuto negli istituti religiosi di Collegno, Grugliasco, Rabaudengo e poi nelle chiese di Madonna di Pompei, in via San Secondo 90 e Beata Vergine delle Grazie in zona Crocetta. Una serie di furti che fa preoccupare, soprattutto dopo i continui furti di ossa nei cimiteri verificatisi negli ultimi giorni.

Sulla vicenda si è espresso l'arcivescovo, monsignor Cesare Nosiglia, che ha emesso una circolare per invitare tutti i parroci delle diocesi limitrofe e della provincia a custodire il Santissimo in luoghi sicuri, senza abbandonare la tradizione delle "porte aperte" perchè qualunque chiesa deve essere sempre accessibile.. Preoccupante, oltre al furto in se', è l'appropriazione indebita delle ostie consacrate che rappresenta per la Chiesa un vero e proprio sacrilegio al quale è doveroso riparare attraverso preghiere e messe ulteriori.

Il furto delle ostie consacrate, infatti, potrebbe far pensare ad una banda intenzionata a farne uso sacrilego: "Non e' da escludere che le ostie vengano usate per funzioni strane - afferma monsignor Nosiglia - A Torino sembra che siano sempre esistiti gruppi dediti a funzioni strane: bisogna evitare che possano appropriarsi facilmente delle ostie consacrate".

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