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A Lucento è allarme furti carrelli: "Ne sono spariti 500 in un anno"

I residenti del quartiere hanno denunciato il caso ad alcuni supermercati di corso Grosseto. Il materiale verrebbe accatastato nelle cantine per poi essere smontato e rivenduto

Portano via i carrelli dai parcheggi degli ipermercati, con una scusa, per poi nasconderli in cantina o nei cortili. Succede anche questo nelle case popolari di corso Grosseto e di corso Cincinnato, in zona Lucento. La denuncia arriva da alcuni residenti che stufi del via vai dei carrelli hanno deciso di denunciare la situazione ai supermercati interessati. Già al corrente, va detto, delle continue sparizioni. Sarebbero infatti circa cinquecento i furti segnalati nell’ultimo anno, tutti ai danni di alcuni market di zona.

Presi di mira da ladruncoli che con la scusa del dover portare la spesa sotto casa si “dimenticano” il carrello vicino ai bidoncini della differenziata. Ma ogni mezzo portato via grava sulle casse dei supermercati di ben cento euro. “Siamo in rosso di 50mila euro - spiega uno dei responsabili -. Per limitare il danno, prima di chiudere l’attività, mandiamo dei nostri addetti in giro a recuperare il materiale”. Ma qualsiasi stratagemma anti taccheggio adottato da queste parti si è rivelato fino ad oggi incompleto. “Collocheremo dunque alcuni manifesti nella speranza di convincere i trasgressori a smetterla con questo tira e molla”.

La refurtiva non sparisce ma finisce in cantina o in angoli del cortile. “Più volte abbiamo visto un furgone avvicinarsi e caricare i carrelli – racconta un condomino che preferisce rimanere nell’anonimato -. Li portano via per poi smontarli e rivenderne i pezzi. Altro non sappiamo”.

Diverse segnalazioni sono arrivate anche al corpo di polizia municipale, deciso ad intensificare i controlli nella speranza che qualcuno compia prima o poi un passo falso. Mandando in frantumi il sistema. A raccontare il caso anche Maurizio Rendina, uno dei portavoce del comitato inquilini di corso Grosseto. “Ci sono persone oneste come me che riportano ai proprietari – spiega Rendina -. Ma va anche detto che c’è tanta gente che non ha alcuna intenzione di comportarsi correttamente. Per fermare questi raggiri servono più controlli da parte delle forze dell’ordine”.

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