Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca Barriera di Milano / Corso Terenzio Mamiani

Le bocciofile nel mirino dei ladri. E gli anziani soci lanciano un appello

Le bocce stanno ingolosendo i delinquenti della periferia nord. Nelle ultime settimane razziate decine di centri. In aiuto dei residenti potrebbero intervenire le istituzioni

Dal rame al ferro passando per il bronzo. In periferia nord nessuno sembra essere al sicuro. Da giorni una serie incredibile di furti sta tenendo sotto scacco gli anziani soci delle bocciofile delle circoscrizioni Cinque e Sei. Dalla Rossini alla Risorgimento passando per la Ponchielli e la Sparta, giusto per citare alcuni dei principali centri, sarebbero sparite un numero incredibile di bocce. A fare gola ai misteriosi ladruncoli sarebbe proprio quella lega di bronzo che per pochi euro può essere tranquillamente rivenduta al mercato nero. Un danno affettivo più che economico. Gli anziani della sede di via Mamiani 5, per esempio, sono rimasti senza una boccia dopo il furto avvenuto all’inizio della scorsa settimana.

Una situazione difficile quella raccontata dal vicepresidente del circolo Mario Sandrone. “Questi balordi hanno tagliato la rete – spiega Sandrone -. Per entrare in un circolo come il nostro non ci vuole una laurea. Ma di certo non possiamo mettere delle telecamere, costano care e noi non abbiamo oggetti di gran valore”. La porta del magazzino è stata aperta senza troppa fatica così come i quaranta armadietti che contenevano tutte le bocce. “Ora ognuno si porta le sue da casa – continua Sandrone -. Certo questa non è proprio la soluzione migliore. Non tutti hanno la possibilità di arrangiarsi ma noi ora come ora non sappiamo proprio cosa altro inventarci”.

Solidarietà è la parola che esce dalla bocca del coordinatore allo Sport della circoscrizione Sei Tony Ledda. “Queste persone dovrebbero davvero vergognarsi – spiega Ledda -. Le bocce hanno più che altro un valore affettivo. Chiederemo alle forze dell'ordine di attivarsi per scoprire chi sono i colpevoli”. Ma non saranno le casse della vicina via San Benigno a fornire i soldi necessari a ricomprare le centinaia e centinaia di bocce rubate negli ultimi giorni. “Noi non abbiamo le risorse per aiutare i soci – continua Ledda - ma speriamo che qualche benefattore si prodighi nel dare una mano a questi pensionati”.

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