Cronaca

I "cannibali" delle bici si scatenano: e i telai vengono abbandonati

Il fenomeno dei "cannibali" delle bici è costante in tutta la città: i ladri si portano via ruote, manubri, sellini. Una vera persecuzione per i ciclisti. E talvolta le povere bici cannibalizzate vengono abbandonate al loro destino

Smontate, abbandonate e alla fine dimenticate. Sono le biciclette che si possono trovare in giro per la città di Torino. Accanto ai pali della luce, legate alle recinzioni o alle panchine. Eppure tutte hanno una cosa in comune: i furti. I predoni delle due ruote, infatti, stanno seriamente minacciando la tranquillità dei ciclisti. Da mesi e mesi risultano essere centinaia le bici vittima di qualche saccheggio. Del resto sarà capitato a tutti di vedere un mezzo smontato, a volte solo delle ruote a volte del sellino o del manubrio. Ma c’è chi, purtroppo, si è ritrovato soltanto più lo scheletro. O peggio ancora la catena o il lucchetto.

Tanti gli esempi che potremmo fare. Da giorni al parco Ruffini di corso Trapani si può ammirare quel che resta del furto di una bici, vale a dire una misera gomma. Lo stesso modus operandi si riscontra cambiando quartiere e circoscrizione.

Versienti 02.09.13 Reportage bici smontate e abbandonate4Nella zona di Porta Palazzo trovare una bici sana e salva è un’impresa ardua. Non a caso i vigili urbani sono intervenuti più volte scovando alcune officine non autorizzate, piene di due ruote rubate in giro per Torino. Non va meglio vicino alla stazione di Porta Nuova: sul lato di via Sacchi sono molte le biciclette senza ruote, manubrio, pedali, sellino: i “cannibali” si sono portati via quello che a loro serviva, lasciando miseri scheletri attaccati a cancellate e pali della luce. E non va meglio nemmeno nelle vie più centrali: in via Garibaldi e via Po scene come quelle sopra descritte non sono insolite.

Anche in borgo Aurora e borgo Dora i predoni sono sempre in agguato. Come in corso XI Febbraio, lungo Dora Firenze, corso Giulio Cesare e corso Brescia. Stessa situazione in Barriera di Milano dove si sa quello che si lascia legato ai pali la sera ma non si sa quello che si ritroverà
il giorno dopo.

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