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Musy, a due anni dall'attentato Furchì protesta: "Sono innocente"

Furchì è intanto ricoverato alle Molinette, in quanto le sue condizioni di salute non sono buone, per via dello sciopero della sete da lui intrapreso

A due anni dall’attentato ad Alberto Musy, in seguito al quale il consigliere del Terzo Polo è poi morto dopo 19 mesi di coma, il suo presunto assassino, Francesco Furchì, si dichiara ancora innocente, invitando a cercare il vero colpevole.

Il 31 marzo Furchì comparirà davanti alla Corte d’Assise, in un nuovo processo a suo carico: l’accusa verso di lui è infatti mutata, da tentato omicidio a omicidio premeditato. Furchì è ricoverato alle Molinette, in quanto lo sciopero della sete che ha iniziato negli scorsi giorni ha minato le sue condizioni di salute, con un timore di un blocco ai reni. I legali affermano che è molto dimagrito e che appare provato. Il 31 marzo, comunque, Furchì vuole essere in aula, ad ogni costo; ma su questo decideranno i medici.

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