Cronaca

L'ultimo saluto a Musy: nella mattina il funerale alla Consolata

Torino saluta Alberto Musy, morto dopo 19 mesi di coma in seguito all'attentato del marzo 2012. Nella mattina la camera ardente in Sala Rossa, poi il funerale alla Consolata

All'uscita dalla Consolata, la bara è stata salutata da un lungo applauso, sorto spontaneo dalle tante persone che hanno voluto assistere ai funerali del consigliere: così Torino ha salutato Alberto Musy, con un abbraccio caloroso e sincero. Così esce di scena Alberto Musy, il consigliere che è stato vittima di un attentato tanto barbaro quanto ancora misterioso: Musy è morto dopo 19 mesi di coma in seguito all'agguato avvenuto nel marzo 2012 mentre tornava a casa, una mattina come tante. L'attentatore gli ha sparato una serie di colpi nel cortile del suo palazzo di via Barbaroux: da allora, Alberto non si è più ripreso. Ed è poi spirato nella serata dello scorso martedì.

Nella mattina, per ricordarlo, in tantissimi sono sono stretti attorno alla famiglia, a cominciare da quando, in Comune, è iniziata la camera ardente.

Oggi è il giorno del dolore e del pianto, ma anche quello del ricordo. Alberto Musy è stato ricordato da chi lo aveva conosciuto, come uomo politico - certo - ma anche e soprattutto come uomo buono. "Alberto Musy esprimeva il miglior pensiero liberale di questa città" - ha voluto dire il sindaco di Torino, Piero Fassino, commemorando in Sala Rossa la figura di Musy. "Musy rifuggiva dalle etichette, dagli stereotipi e dagli atteggiamenti aprioristici. Per lui non era importante considerarsi parte della maggioranza o dell'opposizione: quello che importava era lavorare per il bene della comunità. E nel votare i provvedimenti, votava non seguendo logiche di schieramento, ma dopo una valutazione libera".

Il funerale del consigliere si è svolto alla Consolata. Durante l'omelia, l'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia ha affermato: "Il Signore susciti in chi ha compiuto questo efferato delitto un sussulto di dignità e di rimorso di coscienza che sfoci nell'assunzione delle proprie responsabilità". Ma Nosiglia vuole sottolineare anche l'importanza della cosa pubblica, e l'impegno individuale: "La perdita di Alberto susciti, in ogni cittadino, e in chi ha più responsabilità della cosa pubblica, un forte impegno di ripresa morale fondata su quei valori cristiani e civili che tanti suoi illustri concittadini, santi e uomini e donne di buona volontà, le hanno lascito in eredità".

"La sofferenza e la morte di Alberto - ha ancora proseguito l'arcivescovo - e il suo impegno politico e civile, ci sia di sprone per uscire dalle secche dell'individualismo e dalla ricerca affannata del proprio tornaconto. Apra all'incontro con gli altri per cementare relazioni più sincere e disinteressate, contribuendo a rendere la comunità cittadina meno anonima e più ricca di fraternità, amicizia e solidarietà".

Al funerale, oggi, c'erano tutte le autorità cittadine. Era presente anche Pier Ferdinando Casini, che così ha ricordato il consigliere Musy: "Era una persona allegra, gioiosa, con quel po' di incoscienza che serve per fare politica venendo dalla società civile". "Torino - ha aggiunto - credo che gli debba tanto, gli dobbiamo tanto tutti, ma non solo a lui: alla moglie, alle figlie, alla mamma, che hanno davvero dimostrato cosa significa l'amore della famiglia". Anche il presidente della Regione Roberto Cota ha voluto ricordarlo: "Alberto Musy era un uomo di grandi valori, che ha lasciato un segno nella nostra comunità", ha affermato.

La famiglia, durante la funzione, ha fatto sapere di voler istituire un fondo per i bisognosi che porti il nome di Alberto Musy.

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