Cronaca Falchera / Via Germagnano

I nomadi bruciano l'immondizia, tre operatrici Amiat intossicate

Ennesimo episodio dai contorni poco chiari da via Germagnano. Un incendio ai danni di un cumulo di rifiuti ha costretto tre donne alle cure del 118. Sul posto anche i vigili del fuoco

Dai lanci delle pietre contro i mezzi all’ultima trovata: i fumi sprigionati dalla combustione di materiali estremamente velenosi. Fumi che hanno finito per mandare all’ospedale tre dipendenti, tre donne che ogni giorno lavorano in guardiola. In via Germagnano, insomma, tornano le polemiche a causa della dura, o addirittura impossibile, convivenza tra gli operatori dell’azienda Amiat e i nomadi. L’episodio ha avuto luogo alcuni giorni fa. Al termine di una mattinata di lavoro alcuni operatori avrebbero lasciato un cumulo di immondizia a fianco di due bidoni, proprio ad un tiro di schioppo dall’ingresso Amiat. Ignoti sarebbero riusciti a dar fuoco all’immondizia causando il rogo dei due raccoglitori e l’intervento dei vigili del fuoco.

Il fumo ha poi raggiunto i primi locali Amiat provocando tosse, nausea e conati di vomito a tre centraliniste. Un episodio denunciato dai colleghi che non hanno gradito l’ennesimo “scherzo” dei nomadi. “Abbiamo visto arrivare quel fumo nero e acre – racconta uno dei colleghi che preferisce rimanere nell’anonimato -. Ci siamo spaventati e abbiamo allertato immediatamente i pompieri”. Un’ambulanza ha poi curato le donne sul posto prima di trasportarle al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco. Un episodio che non è piaciuto alla dirigenza Amiat che già in passato aveva denunciato problemi con i nomadi, autori di atti vandalici ai mezzi e di violente liti con gli operatori stessi.

“Non è certo la prima volta che ci troviamo a segnalare una fuoriuscita anomala di fumi tossici da quei campi – dichiarano da Amiat -. Purtroppo sono anni che sopportiamo pazientemente. E ad arrivati ad un certo punto non sappiamo neanche più cosa dire”. Sempre in tema di campi abusivi il gruppo spontaneo E/4 e il tavolo sociale di Barca e Bertolla hanno bollato come positivo il presidio davanti al Comune di Torino e la successiva approvazione della delibera di iniziativa popolare.

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