Cronaca

Rifiuti ferrosi di dubbia provenienza 'ripuliti': altri sette arresti, perquisizioni in un'altra azienda

A marzo la prima parte dell'operazione

Immagine di repertorio

Nella mattinata di oggi, martedì 29 giugno 2021, la guardia di finanza di Torino, in collaborazione con i colleghi di Napoli, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di ulteriori sette persone (sei in carcere ed una ai domiciliari) nelle province di Napoli e Forlì, per le ipotesi di reato di traffico internazionale di rifiuti metallici ed emissione e utilizzo di documenti attestanti operazioni inesistenti. È stata sequestrata, in provincia di Milano, un’azienda operante nel settore del commercio di metalli ferrosi nonché di beni per oltre 43 milioni di euro, tra cui disponibilità finanziarie, immobili e quote societarie riconducibili agli indagati. Si tratta del seguito dell'operazione scattata nello scorso mese di marzo sempre nel Torinese e nel Napoletano, quando furono eseguiti 15 arresti.

Le indagini, dirette dal pm Valerio Longi della procura di Torino e condotte dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria, hanno consentito di individuare un’ulteriore società (la ditta squestrata nel Milanese appunto) che predisponeva la copertura documentale e contabile dei rifiuti metallici illecitamente reperiti sul territorio nazionale, attestandone falsamente la regolarità secondo i requisiti richiesti dalla normativa dell’Unione Europea. Successivamente, tali rifiuti venivano consegnati a fonderie o altre società commerciali del settore per essere reimmessi nel circuito produttivo. La società lombarda, sostengono i finanzieri, "si era, di fatto, interposta, nel recente periodo, nella filiera imprenditoriale, simulando un’effettiva attività di acquisizione intra-UE proprio al fine di fornire un’apparente liceità a ingenti quantitativi di rifiuti metallici".

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