Cronaca

Torino, tre indagati per frode fiscale: 7 milioni di euro posti sotto sequestro preventivo

Avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti. Uno di loro percepiva il reddito di cittadinanza

Immagine di repertorio

La Guardia di Finanza di Torino ha eseguito tre misure cautelari personali e ha dato seguito a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le indagini preliminari presso il locale Tribunale, nei confronti di tre uomini indagati per frode fiscale. 

Un “vorticoso giro di fatture false”

A seguito delle indagini, condotte dai finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo Torino con il coordinamento del Procuratore aggiunto, Dott. Marco Gianoglio e la direzione del Pubblico ministero, Dott.ssa Elisa Pazé della Procura del capoluogo piemontese, gli inquirenti hanno ricostruito le condotte illecite che avrebbero perpetrato due fratelli avvalendosi della collaborazione di un complice: avevano creato ad hoc tre imprese a quest’ultimo formalmente intestate ovvero a suoi familiari o conoscenti, ma di cui gli stessi avevano mantenuto, di fatto, la gestione, allo scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti. “Il vorticoso giro di fatture false, emesse nei confronti di varie imprese attive nel comparto delle lavorazioni, riparazioni e manutenzioni meccaniche, ubicate nelle province di Torino, Bergamo e Napoli, con interessi anche oltre i confini nazionali, ammonta ad oltre 7 milioni di euro - si legge nella nota diramata dalla Guardia di Finanza-. Inoltre, nel corso delle investigazioni i militari hanno individuato un’ulteriore impresa gestita dai tre indagati, la quale negli anni 2017 e 2018 è risultata aver omesso ovvero adempiuto in modo infedele gli obblighi dichiarativi, perpetrando un’evasione d’imposta di circa 2 milioni e mezzo di euro, nonché aver occultato parte delle scritture contabili al fine di non consentire l’esatta ricostruzione delle operazioni commerciali realmente effettuate. I finanzieri, a seguito di mirate perquisizioni, hanno altresì sequestrato copiosa documentazione, anche di natura extra-contabile, quali appunti e pro-memoria, ed effettuato specifiche indagini finanziarie che hanno corroborato le ipotesi investigative”.

Alla luce degli elementi acquisiti, il G.I.P. presso il Tribunale di Torino, ravvisando un concreto e attuale pericolo di reiterazione di reati della stessa specie, ha ritenuto necessario adottare la misura cautelare degli arresti domiciliari per i due fratelli e dell’obbligo di dimora nel comune di Torino per il terzo soggetto compartecipe, disponendo, nel contempo, il sequestro preventivo del profitto del reato fino alla concorrenza dell’importo di circa 7 milioni di euro. Secondo gli accertamenti effettuati, l’uomo, fino a febbraio 2020, ha percepito il reddito di cittadinanza.  
 

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