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Dispositivi chirurgici spariscono dopo l'ordine: nei guai due imprenditori e una caposala

Sequestro per due milioni

L'ospedale Sant'Anna, al centro dell'inchiesta

La guardia di finanza di Cuneo ha scoperto, a inizio maggio 2020, una frode milionaria ai danni dell'azienda ospedaliera Città della Salute di Torino e, in particolare, dell'ospedale Sant'Anna. I militari hanno eseguito il sequestro preventivo di beni per oltre due milioni di euro, nei confronti di due imprenditori, un 55enne di Scalenghe e un 72enne di Vinovo, e di una 60enne torinese dipendente della stessa azienda.

Le attività, coordinate prima dalla procura di Cuneo e poi di Torino (pm Monica Abbatecola), sono la conclusione dell'operazione Titanio che, nel settembre scorso, aveva portato all'arresto del 72enne vinovese e di un 58enne di Mondovì dipendente dell'azienda ospedaliera di Cuneo, oltre al sequestro di beni per un milione di euro. 

Fulcro del meccanismo fraudolento, secondo gli investigatori, sarebbe stata la caposala del blocco operatorio del Sant'Anna, cui era demandato l'incarico di effettuare gli ordini del materiale chirurgico. All'arrivo del materiale, avrebbe proceduto a sottrarre circa la metà dei dispositivi chirurgici consegnati che, successivamente, restituiva  alla società fornitrice. Parallelamente, avrebbe sottratto, nascondendolo all'interno dell'ospedale, un ulteriore quantitativo di merce, in modo da far figurare che vi fossero solo esigue quantità rimaste nelle scorte, tali da sovrastimare il reale fabbisogno e generare la necessità di ulteriori ordini di materiale chirurgico.

Nel corso dell'operazione è stato segnalato alla Corte dei Conti un danno all'erario, patito dalle due aziende ospedaliere di Cuneo e Torino, di circa tre milioni di euro. 

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