Cronaca

Italia 150, Torino mette in vetrina il Tricolore

Se la Torino ufficiale dedica luoghi e momenti all'Italia unita, quella ufficiosa, fatta di commercianti, autoctoni, insegnanti, studenti, rifà il trucco alla città. Le foto da una città "Biancorossoverde"

Torino, Italia, dopo 150 anni. Orgogliosa del suo lignaggio, la prima capitale d'Italia manifesta un inatteso patriottismo in occasione delle celebrazioni del 150esimo anniversario dell'unità nazionale. Mentre la Torino ufficiale dedica luoghi e momenti all'Italia unita, quella  ufficiosa, fatta di commercianti, autoctoni, insegnanti, studenti, rifà il trucco alla città, in tricolore e blu Savoia.

La Mole ha un collier di neon tricolori, e ospita, all'interno del Museo del Cinema, una mostra fotografica sul film “Noi credevamo”, il Risorgimento attraverso lo sguardo insolito di Marco Martone. Il Teatro Regio dedica la stagione lirica a Verdi, e una statua a Cavour, inaugurata dal Presidente Giorgio Napolitano lo scorso 18 marzo. Le luci d'artista tricolori davanti al Comune restano, così come il Monte dei Cappuccini illuminato di blu. Gli autobus e i tram espongono la bandiera, e coccarde tricolore sono apparse anche sulle giacche del personale dell'università.



La Torino popolare è ricoperta di bandiere appese ai balconi. Molti negozi dedicano le vetrine ai tre colori. Le gallerie espongono opere d'arte a tema. Un intero filone nostalgico riesuma dalle cantine cimeli sabaudi, busti di Vittorio Emanuele II, bandiere con lo stemma centrale, ricordi di Italia '61. Altri  ne approfittano per rivendicazioni, come un “Basta eternit” su sfondo verde bianco rosso, in Via Milano. Meraviglia, questa creatività patriottica, esplosa con premeditazione ed entusiasmo nei primi mesi del 2011. Come se la città non attendesse altro che un'occasione.

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