Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Alpini a Torino: il bilancio di una festa popolare immensa e "pulita"

Come ha reagito Torino all'invasione alpina? L'atmosfera di vacanza spiega anche l'ampio indotto turistico che accompagna le adunate degli alpini

Gli ospiti graditi hanno due scelte: entrare in punta di piedi, o intrattenere rumorosamente i padroni di casa e aiutare a sparecchiare. Gli alpini hanno decisamente optato per la seconda, colonizzando ogni spazio lasciato libero dalla normale vita della città. In più di 500mila hanno campeggiato in parchi, giardini, lungofiume, manifestando la loro goliardica presenza in ogni modo.

Dai mezzi militari riadattati e dotati di gadget quali damigiane di vino rosso e altoparlanti, che viaggiavano per le strade carichi di alpini di ogni età, ai gruppi di camicie a quadri che camminavano per strada salutando i passanti, ogni mezzo è stato dispiegato, durante la settimana scorsa, per mettere di buonumore i torinesi. Con vette di ironia come un cartello: “Morirò, ma non di sete”, posto su un vecchio mezzo militare con tanto di damigiana d'ordinanza, parcheggiato davanti alle fontane di Piazza CLN. Facile incontrare per strada gruppi di penne nere che improvvisano canti tradizionali, a cappella o accompagnati da chitarre e fisarmoniche. Ogni tanto appare qualche sintomo di stanchezza fra gli autoctoni, che hanno continuato la loro normale vita quotidiana, ma prevale la simpatia. “Sembra che basti mettere un cappello da alpino per potersi permettere di tutto”, commenta Annalisa, 24 anni, appena presa in braccio da un alpino e portata per venti metri sotto i portici di Piazza Vittorio, “però sì, glielo perdoni, sono simpatici”.



Due serate del fine settimana sono state dedicate all'adunata, i locali del centro attrezzati per l'occasione con botti di vino e monumentali fusti di birra. L'atmosfera di vacanza creatasi in città spiega anche l'ampio indotto turistico che accompagna le adunate degli alpini: dagli stand di cibo e bevande, alle bancarelle che vendono articoli militari di ogni tipo. I più gettonati, i cappelli da alpino, che hanno regnato indistintamente sulle teste dei veri alpini, di civili simpatizzanti, e persino su qualche parrucca colorata. Ma anche tutine per neonati, magliette, bandane, prodotti tipici. Il Parco del Valentino è stato trasformato in una fiera, così come tutto il lungo Po che va da Corso Vittorio Emanuele II a Piazza Vittorio Veneto. Nelle edicole, in vendita il drink ufficiale dell'adunata, in lattine tricolore, che promette un “gusto vintage”.

Ma gli alpini, restando nella metafora, hanno anche aiutato a sparecchiare. I volontari dell'Associazione Nazionale Alpini hanno ripulito completamente il Parco della Rimembranza, e liberato dall'immondizia ogni lembo d'erba in cui hanno montato una tenda o posteggiato un camper. Ovvero, tutti i parchi, dalla Colletta alla Pellerina, e numerosi giardini pubblici, da quello sotto le Porte Palatine, ai Giardini Giolitti.

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