Cronaca

Crack Fonsai, condannati i Ligresti e Marchionni

La corte soddisfa quasi tutte le richieste del pm Gianoglio. Per l'importo i risarcimenti si deciderà in sede civile

Giulia, Paolo, Salvatore (in primo piano) e Jonella Ligresti (a destra)

Sei anni e 1,2 milioni di multa per il patron Salvatore Ligresti, presidente onorario ma amministratore di fatto. Cinque anni e otto mesi, più un milione di multa, per sua figlia Jonella, presidente della società. Cinque anni e tre mesi (e 600mila euro di multa) per l'ex amministratore delegato Fauso Marchionni. Due anni e mezzo per il revisore dei conti Riccardo Ottaviani. Assolti invece Antonio Talarico (ex vicepresidente) e Virgilio Ambrogio (revisore legale), perché il fatto non costituisce reato. Queste le condanne inflitte oggi, martedì 11 ottobre, dal tribunale di Torino, presieduto dal giudice Giorgio Gianetti, per il crack Fonsai. I reati contestati erano di falso in bilancio aggravato e manipolazione del mercato. Nel processo aveva già patteggiato Giulia Ligresti, sorella di Jonella, mentre Paolo, loro fratello, era stato processato e assolto a Milano.

L'inchiesta sulla vicenda era stata condotta dalla guardia di finanza da luglio 2012 a novembre 2013 col coordinamento del pm Marco Gianoglio, che ha sostenuto l'accuda in tribunale e le cui richieste in sede di requisitoria sono state in gran parte soddisfatta dal collegio giudicante. Alla famiglia Ligresti erano stati sequestrati beni per un valore di 10 milioni di euro.

La vicenda è relativa a un buco di bilancio di oltre 600 milioni di euro (a cui si aggiunge un danno di 250 milioni per gli azionisti) nel 2010, provocato dalla sottostima della riserva sinistri del gruppo assicurativo.

Gli imputati dovranno risarcire in solido con Unipolsai e  Reconta Ernst&Young dovranno risarcire le circa 2mila parti civili che si sono costituite nel dibattimento. La somma verrà stabilita in sede civile.

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