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Parking Galileo, flash mob per fermare il cantiere: "La storia non si distrugge"

Domani, a Palazzo Civico, l'incontro con la Soprintendenza. Ricca (LN): "Parti di gallerie sono state distrutte e noi vogliamo individuare i responsabili. Nel frattempo ci batteremo affinchè, all'interno del cantiere, non venga più mosso neppure un granello di sabbia"

Fermare il cantiere che ruba la storia della nostra Torino. L'obiettivo del Comitato Pietro Micca è chiaro e preciso e non si arresta dando vita a un vero e proprio flash mob, con tanto di cartelli e striscioni appesi alle barriere che proteggono gli scavi.

"L'ignoranza distrugge la storia", "La storia non si distrugge". Sono queste le scritte che campeggiano di fronte al cantiere per il parcheggio interrato di corso Galileo Ferraris, cantiere che ha portato alla luce diversi reperti storici come le antiche gallerie della Cittadella. Obiettivo del Comitato Pietro Micca, seguito da sempre più cittadini, quello di creare un parco argheologico che consenta di collegare le gallerie rinvenute con il Patiss - fortezza del 1500 completamente sconosciuta al pubblico - il Mastio della Cittadella e il Museo Pietro Micca. Niente parcheggio, dunque, ma una valorizzazione completa dell storia del capoluogo piemontese.

A partecipare al flash mob di ieri sera anche alcune forze politiche - Lega Nord e Movimento Cinque Stelle - che sostengono da sempre la volontà di interrompere gli scavi per il parcheggio interrato: "Sempre più cittadini stanno abbracciando la nostra causa - afferma Fabrizio Ricca della Lega Nord - segno che questo parcheggio rappresenta un vero e proprio pugno in faccia alla storia torinese. Parti di gallerie sono state distrutte e noi vogliamo individuare i responsabili. Nel frattempo ci batteremo affinchè, all'interno del cantiere, non venga più mosso neppure un granello di sabbia".

A poche ore dall'audizione della Soprintendenza a Palazzo Civico, in programma per domani, gli animi si scaldano: "Nessun compromesso, il nostro patrimonio va tutelato".

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