'Ndrangheta, passi avanti per restituire alla comunità la casa del boss della droga

A settembre il bando. La firma delle istituzioni impegnate nel protocollo è avvenuta nella villa

La villa di Assisi a San Giusto

E' stato presentato questa mattina, giovedì 8 agosto, a San Giusto Canavese, in quella che era la villa del boss della droga confiscata al narcotrafficante Nicola Assisi, il nuovo iter per la prossima destinazione dell'immobile. In una stanza segreta della casa, nascosta da una falsa parete, la Guardia di finanza aveva scovato denaro, droga e beni di lusso. Nell'estate 2018 la villa di Assisi - che è stato arrestato col figlio in Brasile, a luglio, dopo una lunga latitanza ed è considerato il più grande grande fornitore di cocaina in Italia, al servizio della ‘ndrangheta - era stata oggetto di un incendio doloso che gli investigatori avevano ritenuto di natura intimidatoria.

La firma di questa mattina, avvenuta simbolicamente proprio nella villa, sancisce la restituzione dell'immobile alla collettività e impegna in questo atto la Città Metropolitana di Torino con la sua sindaca Chiara Appendino, la Regione Piemonte con il governatore Alberto Cirio, l'amministrazione locale con la prima cittadina Giosi Boggio, i sindaci, la prefettura, il Demanio con la direttrice Rita Soddu e l'Agenzia dei beni confiscati. Il bando per il suo affidamento sarà pronto entro settembre.

"La legalità vince sempre. Insegnamolo ai nostri figli. La Regione farà la sua parte per sostenere il progetto - ha commentato soddisfatto il governatore della Regione Piemonte, Cirio -. Oggi ha vinto lo Stato e dobbiamo essere felici".

"Faremo in modo che quello che era un feticcio di crimine e illegalità - dice la sindaca Appendino - diventi un simbolo di riscatto per il territorio, andando in uso a realtà del terzo settore, al fine di valorizzarlo nell'interesse della Comunità. La Regione si impegnerà a trovare i fondi. La Città Metropolitana a cercare un progetto che possa fare rinascere quel luogo con un significato nuovo. Un messaggio deve passare come prioritario - aggiunge la prima cittadina - : le Istituzioni ci sono. Unite, contro la criminalità organizzata di qualsiasi tipo che purtroppo - pur fiaccata dalle fitte operazioni di Magistratura e Forze dell'Ordine - esiste ancora, anche sul nostro territorio".

Ora la villa è dello Stato: sul suo tetto sventola la bandiera italiana. 


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