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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Verdetto Fiom, tuona Curto (Sel): "Ora la Fiat faccia l'azienda"

La sentenza sul caso Fiom ha lasciato strascichi pesanti: "In Sala Rosso si discutano i rapporti tra la Fiat e la città", propone Michele Coppola (Pdl). La Lega: "Ora la Fiom sottoscriva gli accordi"

Dopo la sentenza sulla Fiom, la Fiat torna a far discutere la politica torinese. Solo la scorsa settimana il sindaco Fassino e i vertici dell'azienda automobilistica torinese si erano incontrati parlando delle strategie e dell'importanza della fabbrica nel capoluogo piemontese. Pochi giorni dopo invece, molti esponenti in Sala Rossa chiedono al primo cittadino di discutere della sentenza del tribunale di Torino e dei futuri rapporti che la città dovrà avere con la Fiat.

"Sono passati pochi giorni dall'incontro tra Fassino e Marchionne a Palazzo Civico, ma quella riunione evidentemente è stata inutile - così tuona il capogruppo del Pld in Consiglio comunale Michele Coppola - Fiat non solo non ha annunciato di ritirare il ricorso al Tar per 'eccesso di potere' contro la variante al piano regolatore per il supermercato nell'area TNE, ma evidentemente sono da ritenersi frasi di circostanza quelle pronunciate a margine della visita dal Sindaco sul futuro di Mirafiori e Grugliasco".

D'accordo con le parole dell'opposizione anche Michele Curto, capogruppo di Sel: "Sono contento che Michele Coppola esprima anche lui preoccupazioni che io paleso da mesi. Come lui - spiega - credo che il consiglio comunale di Torino debba discutere della situazione: sabato il giudice del lavoro di Torino ha risancito il diritto del sindacato a fare il sindacato. Adesso la Fiat senza ulteriori ritardi ritorni a fare l'azienda, presenti il piano industriale, e non si nasconda dietro alibi inaccettabili".

Per Musy del Terzo Polo buona parte della responsabilità è da attribuire alla "mancanza" di Parlamento: "Un verdetto pilatesco. Avessimo un Parlamento capace di fare il suo lavoro - afferma Musy - sarebbe questo il momento di rivedere il diritto delle relazioni industriali e di dare attuazione all'articolo 39 della Costituzione. La nostra città è vittima dell'immobilismo parlamentare".


La Lega è invece di altro avviso: "Ora la Fiom sottoscriva gli accordi e permetta gli investimenti - afferma il segretario provinciale leghista Stefano Allasia - La sentenza del Tribunale di Torino rispecchia la realtà dei fatti: nel nostro Paese, leggi, rapporti e accordi sindacali non sono al passo coi tempi".

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