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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca Mirafiori Sud / Via Plava

Rubavano e vendevano i pezzi su internet, fermati dipendenti Abarth

Un giro da circa un milione di euro ha portato alla denuncia di 23 persone. Le indagini erano partite nello scorso febbraio dopo che l'azienda aveva denunciato la ripetuta mancata consegna di materiale

I carabinieri della compagnia di Mirafiori hanno scoperto un giro d'affari da oltre un milione di euro, creato da alcuni dipendenti e corrieri della Abarth di Torino, che vendevano su internet pezzi rubati sul posto di lavoro. Due dipendenti infedeli sono stati identificati e sottoposti a fermo, altre 23 sottoposte, a vario titolo, all'obbligo di dimora, a perquisizioni o semplicemente indagate. L'indagine era iniziata nel febbraio scorso quando la Abarth di Mirafiori aveva denunciato i primi furti, o meglio, le prime mancate consegne di materiale.

Le indagini, durate sette mesi, e hanno permesso di accertare che centraline di controllo motore, turbine, impianti freno, ammortizzatori, sedili sportivi, filtri e capi di abbigliamento erano sottratti regolarmente e rivenduti a prezzi inferiori a quelli di mercato. Alcuni concessionari in Italia ed Europa avevano segnalato di non aver ricevuto tutto il materiale Abarth ordinato: mancavano parti del kit ufficiale ed omologato di elaborazione delle vetture, principalmente Fiat 500 e Grande Punto. L'operazione ha avuto due versanti: documentare l'attività dell'organizzazione all'interno e all'esterno dell'azienda (con dipendenti infedeli, corrieri compiacenti e altre persone che avevano un ruolo preciso) e monitorare l'attività di vendita illegale sul web (con la registrazione dei militari sotto copertura su siti dedicati). E' stato accertato che il gruppo criminale avesse delle ramificazioni anche in Calabria, nella provincia di Cosenza.


(ANSA)

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